Con il bus n. 38 mi porto in centro. Passo attraverso baracche dove vendono di
tutto. Mi da l'idea di un posto poco rassicurante. Sul bus salgono a flotte
che urlano la vendita di qualsiasi cosa. La poverta' e' stampta sui volti di
tanti. Una tipa sul pulman mi dice di non fotografare e non filmare perche' qui
ti portano via tutto. Poi finalmente dopo un viaggio interminabile, giungo ai
bordi del centro e in breve in centro. Praticamente e' una via dove c'e' il
palazzo del governo, la Cattedrale Metropolitana, il Senato, La Camera. E'
pieno di polizia armata fino ai denti ad ogni angolo. Cmmino con precauzione
tendendo nascosto, tutto sotto il giubbino nonostante faccia caldo. Resisto, e
tiro fuori la macchina fotografica e telecamera solo per il minimo tempo
sindacale, quando nessuno mi sta guardando, per immortalare la storicita' del
momento. Incrocio il solito turista sveglio con la telecamera al collo che
passeggia disinvolto nelle strade deserte. Mi porto al di la' della Piazza
dell'indipendenza, la piazza principale. Intravedo il grande fiume, il Rio
Uruguai. Mi sporgo dal muretto e sotto di me, 3 metri sottto una baraccopoli
infinita. Faccio tre passi indietro e mi riporto sul l'altro lato. Cammino con
prudenza, lentamente, tenendomi, vicino alla polizia che mi sorride e mi
saluta. Poi arrivo sulla piazzetta per l'ultima foto Rio Grande ma qui la
sorpresa. Conosco figlia e mamma gentilissime che mi guidano all'interno della
processione. Qui il 95% dell gente e' cristina. Loro prlano spagnolo, io
italino, ma ci capiamo alla grande. Io mi fido di loro e loro di me. La mamma
mi porta lo zaino. e andiamo sulle rive del Rio Grande. Qui dalla nave dei
volontari portano a spalle la statua del Cristo salvatore. L'atmosfera
surreale, il cielo cupo e nero carico di pioggia ed infatti comincia a
piovere. La gente prega e tocca l statua e applaude e poi ci sono le macchine
che suonano. La processione si dirige verso la cattedrale. Grandi emozioni. Io
mi sento al sicuro in mezzo madre e figlia, che mi conducono lla fermata del
bus n. 38, ubicata da tutt'ltra parte rispettop a dove ero sceso in precedenza.
Mi pagano parte del viaggio perche' io avevo solo pezzi grossi e dicono
all'utista di lasciarmi al terminl degli autobus. Io le ringrazio. Sono state
veramente gentili. Mi hnno dato anche delle dritte importanti su come
comportarmi sul bus nella stazione dei bus per non essere derubati. Giungo alla
stazione centrale, dove lle 24.15 prendo il bus notturno che in circa 6 ore mi
portera' Foz Iguazu' in Brasile. Grandi emozioni cmq ho respirto in Paraguay.
IL RECORD DI ORE DELLA MIA VITA IN PULMAN E' PER ME COME LA VITA
Mi reco alla stazione dei pulman, gigantesca, ma incredibilmente senza ufficio
cambio e prendo un pulman (330 pesos argentini) delle ore 20.00 per Assuntion
la capitale del Parguay. Il pulman e' veramente confortevole: sedili
reclinabili, spazi ampi per le gambe. All fine percorro su di esso 19 ore ma ne
farei ltre 19 perche' per me e' come la vita del michelas: Mi, inftti quando ho
fame tiro fuori qualcosa dal mio zaino oppure ti servono cena e colazione loro.
Beer: quando ho sete tiro fuori qualcosa da bere dallo zaino oppure te lo
portano loro addirittura oppure puoi ususfruire di the e cffe' gratis sempre ll
mcchinetta al piano di sotto. io sono al piano di sopra. Aggiungerei anche
dormer: in quantita' abbondante. Alla fine dopo aver attraversato campagne,
foreste, villaggi sperduti, fiumi, sempre rigorosmente su strade lente, arrivo
lla frontiera. Logicamente sono l'unico Europeo. Mi timbrano il passaporto i
due doganieri e gia' da qui la poverta' aumenta. Ambulnti cercano di rifilarti
qualsiasi cosa e qualsiasi moneta. ll fine entro in Paraguay e lle 14.00 in
punto ora locale, 15.00 ora di Buenosaires sono in Assuntion.
cambio e prendo un pulman (330 pesos argentini) delle ore 20.00 per Assuntion
la capitale del Parguay. Il pulman e' veramente confortevole: sedili
reclinabili, spazi ampi per le gambe. All fine percorro su di esso 19 ore ma ne
farei ltre 19 perche' per me e' come la vita del michelas: Mi, inftti quando ho
fame tiro fuori qualcosa dal mio zaino oppure ti servono cena e colazione loro.
Beer: quando ho sete tiro fuori qualcosa da bere dallo zaino oppure te lo
portano loro addirittura oppure puoi ususfruire di the e cffe' gratis sempre ll
mcchinetta al piano di sotto. io sono al piano di sopra. Aggiungerei anche
dormer: in quantita' abbondante. Alla fine dopo aver attraversato campagne,
foreste, villaggi sperduti, fiumi, sempre rigorosmente su strade lente, arrivo
lla frontiera. Logicamente sono l'unico Europeo. Mi timbrano il passaporto i
due doganieri e gia' da qui la poverta' aumenta. Ambulnti cercano di rifilarti
qualsiasi cosa e qualsiasi moneta. ll fine entro in Paraguay e lle 14.00 in
punto ora locale, 15.00 ora di Buenosaires sono in Assuntion.
IN BUENOSAIRES NEL GIORNO DELL'ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE
La mattina di buon ora vdo a noleggiare una bici dall'unico rent bike presente
in citta' che quindi si comportano da monopolisti trattandoti con sufficenza e
dantoti la salassata se tardi di un minuto. (20 pesos 1 ora, 60 pesos 4 ore e
100 pesos 24 ore). Non c'e' in giro quasi nessuno in bici ma poi mi accorgo di
essere capitato in un giorno particolare. Bandiere, manifestazioni, bancarelle
dappertutto. Gente in festa. Slogan. Urli di Gioia. Con fatica mi addentro
tutto il giorno in mezzo alla festa dell Rivoluzione argentina, il 25 Maggio e
nell'ononima piazza il palco con i cantanti e migliia di persone. Grandi
emozioni quindi, anche per me che passavo di li per caso.
in citta' che quindi si comportano da monopolisti trattandoti con sufficenza e
dantoti la salassata se tardi di un minuto. (20 pesos 1 ora, 60 pesos 4 ore e
100 pesos 24 ore). Non c'e' in giro quasi nessuno in bici ma poi mi accorgo di
essere capitato in un giorno particolare. Bandiere, manifestazioni, bancarelle
dappertutto. Gente in festa. Slogan. Urli di Gioia. Con fatica mi addentro
tutto il giorno in mezzo alla festa dell Rivoluzione argentina, il 25 Maggio e
nell'ononima piazza il palco con i cantanti e migliia di persone. Grandi
emozioni quindi, anche per me che passavo di li per caso.
LA MIA MEMORIA VA A QUELL'INCREDIBILEVIAGGIO ATTRAVERSO LE ANDE
Prendo 5 minuti per tornare indietro nella memoria a quel incredibile viaggio da Mendoza a Santiago attraverso le Ande. La strada sale lentamente e impetuosa ed entra dritta per km, in mezzo alla valle arida. Il bus incrocia grandi Cammion, sfiorando i precipizi. Poi sale continuamente, e si arriva fino a sfiorare la neve. Non so che quota siamo esattamente, ma non fa freddo. Sopra di noi le montagne piu' alte delle Ande. Si arriva ad una galleria di circa 1 Km che ci permette di scollinare e subito dopo la frontiera Argentina - Cilena. Scendiamo tutti e tocco con mano la neve. Sono l'unico Europeo. Alla frontiera nessuno parla inglese logicamente ma capisco lo stesso qualcosa di Spagnolo. Due Polizziotti, uno Argentino e l'altro Cileno mettono i relativi timbri sul passaporto e rilasciano apposito Visto di Carta. Poi ci dirigiamo verso uno stanzino dove ci fanno mettere le valigie su un ripiano e un cane bene addestrato passa per annusarre le Valigie e trova qualcosa nello zaino di un povero Argentino. Il gendarme cattivo glielo fa' aprire ed ecco. Niente droga,
niente Alcol. Ma 2 fresche Mele. Il gendarme con l'aria incattivita lo borrisce e gli prescrive una multa salatissima. Neache se avesse nello zaino 1 kg di Eroina. Si' perche' qui funziona che e' vietato importare frutta, verdura, carne, ect. Ed il cane e' addestrato non per trovarti la droga, ma quello sopra citato. Cose dell'altro mondo. E poi se il cane non riesce ti fanno passare la valigia nello scanner che vede tutta frutta, verdura, ect. Mi hanno fatto passare nello scanner perfino telecamera e macchina fotografica. Cmq io che mi ero informato prima ho provveduto a mangiare in fretta e furia prima della frontiera, la frutta ei panino con il prosciutto che avevo nello zaino. Passato indenne la frontiera una lunghissima discesa ricca di tornanti e precipizi ci riporta a sera inoltratta in quel di Santiago. Viaggio stupendo. Grandi emozioni.
BUENOSAIRES, ASPETTAMI IO STO ARRIVANDO
Pertanto dallo stupendo porto turistico di Colonia del Sacramento prendo una elegantissima nave veloce (650 Pesos), che in 1 ora scarsa mi porta a Buenosaires. Mi dirigo con fatica, verso la metropolitana. E' un po' un casino e io ho fretta visto che la metro chiude presto tra le 10.30 e le 11.00. Un paio di indicazioni sbagliate mi fanno perdere quasi mezz'ora. Rischio tantissimo ma alla fine l'ultima metro disponibile e' la miracolosamente la mia e scendo a Piazza Indipendenza e in breve sono al Pax Hostel (40 Pesos Argentini). Ottimo Ostello, ubicato a un niente dalla fermata della metro,
confortevole veramente, con colazione super abbondante, pulito, elegante, con internet a disposizione. Ora parto per la visita della Grande Buenosaires, armato di bicicletta che noleggiero' a 3 blocchi da qui, si' perche' nei paesi del sud America la Distanza si misura in blocchi e non in metri o chilometri.
CORRO SPAVALDO IN BICI NELLE STRETTE STRADINE DI COLONIA DEL SACRAMENTO IN URUGAY, PATRIMONIO DELL'UNESCO
Giunto di nuovo a Montevideo con un volo di linea della compagnia Pluna, prendo il bus n. 701 (Pesos 33), per il Terminal Bus Tres di Montevideo dove prendo un bus diretto (pesos 233) per Colonia del Sacramento, patrimonio dell'Unesco. Li noleggio una bici (euro 6) e mi addentro nelle strette stradine pavimentate del centro storico, dove le case basse e colorate, uguali a come erano 250 anni fa, fanno da contorno. Mi sembra di vivere in un'altra realta'. Fantastico, poi le ore passano e la notte arriva con le luci gialle appena acennate. L'atmosfera e' stupenda ma le strade deserte e semi buie, consigliano
di levare le ancore. Dal trone non sono mica a Remedello.
MONTEVIDEO IN URUGUAY FA' ANCORA AL CASO MIO.
Giunto in tarda serata a Santiago passo la notte all'Aereoporto internazionale dove il mattino seguente prendo un volo della Compagnia Pluna per Montevideo in Uruguay.
TITOLO: SONO A MENDOZA, SONO IM ARGENTINA
Prendo il bus a Valparaiso delle 21.30 (14.000 Pesos cileni), e attraverso le ande e la facile frontiera Cilena Argentina. IL Bus e' comodo e confortevole anche se e' un po' freddo. C'e' il bagno e c'e' il signore che ti porta da mangiare e bere. C'e' un buio impossibile, ma intravedo un'oceano di montagne a fianco della strada che sale e poi dopo la frontiera scende impetuosa. Una quantita' infinita di stelle sembra che mi cadano addosso, ma poi alla fine alle 8.10 giungo a Mendoza e mi getto alla visita della citta'. Molto bella direi, vicinissima alle ande e all'acongagua. La gente Argentina e' molto cordiale e disponibile. La citta' e' pulita. Torno alla stazione dell'autobus e prenoto un bus per tornare a Santiago in serata. Non c'e' dubbio ormai dopo 5 giorni di viaggio ho capito che qui nessuno parla inglese neanche sugli autobus internazionali. Raramente i giovani. Quindi ormai parlo solo in Italiano che comunque un po' mi capiscono. Per quanto riguarda il mio cellulare, non da segni di vita da quando sono entrato in Cile e nenche in Argentina si e' ripreso. Non capisco se e' deceduto a causa del fuso orario e degli eccessivi trasferimenti oppure se non funziona come negli Stati Uniti perche' non e' Dual Band.
TITOLO: IL MIO PROSSIMO OBIETTIVO E' MENDOZA IN ARGENTINA.
Il mio prossimo obiettivo e' attraversare la Catena delle Ande, in un punto non lontano dall'Aconcagua, la vetta piu' alta delle Americhe, con un bus notturno di linea, giungendo cosi nella carina Mendoza, in Argentina. Il tragitto prende circa 7 ore, piu' una di fuso orario e quindi devo prendere assolutamente un bus che mi consenta di non arrivare a Mendoza in un orario sconveniente, che non mi permetta di andare in un ostello e di non girare per Mendoza. Vediamo cosa riesco a fare.
TITOLO: CERCO RELAX A VINA DEL MAR
Provatissimo da una giornata intera passata nella Ripida Valáraiso, mi porto
nella vicina Vina de Mar, localita' balneare, ubicata 9 km a ovest di
Valparaiso e trascorro delle ore di relax in riva all'oceano Pacifico. Le
bellissime spiagge e il bellissimo Castello fanno da contorno.
nella vicina Vina de Mar, localita' balneare, ubicata 9 km a ovest di
Valparaiso e trascorro delle ore di relax in riva all'oceano Pacifico. Le
bellissime spiagge e il bellissimo Castello fanno da contorno.
TITOLO: VALPARAISO: UN SU E GIU' IMPOSSIBILE RICCO DI CASE COLORATE
Esco dall'ostello con la mia bicicletta, e comincio la visita di Valparaiso.
Uno spettacolo di case colorate ammassate una sopra l'altra raggiunte da viali,
vialetti ripidissimi, ascensori e funicolari. Mi avventuro su queste salite,
con una bici graziella con un rappoprto lunghissimo. Ben presto mi impianto e
spingo la bici fino al quartiere Bellavista. Sono quasi deceduto quando arrivo
alCerro bellavista ma da li con mezza costa incredibile e panoramico vivo di
rendita sfruttando i falsipiani del posto e raggiungendo cosi gli altri Cerri.
Stupendo e' percorrere questi vialetti di case colorate, dove la gente in
Spagnolo mi esprime la sua immensa disponibilita' e ha sempre un sorriso per
me.
Uno spettacolo di case colorate ammassate una sopra l'altra raggiunte da viali,
vialetti ripidissimi, ascensori e funicolari. Mi avventuro su queste salite,
con una bici graziella con un rappoprto lunghissimo. Ben presto mi impianto e
spingo la bici fino al quartiere Bellavista. Sono quasi deceduto quando arrivo
alCerro bellavista ma da li con mezza costa incredibile e panoramico vivo di
rendita sfruttando i falsipiani del posto e raggiungendo cosi gli altri Cerri.
Stupendo e' percorrere questi vialetti di case colorate, dove la gente in
Spagnolo mi esprime la sua immensa disponibilita' e ha sempre un sorriso per
me.
VALPARAISO IN CILE E' IL MIO DESTINO
Dopo aver visitato Santiago, prendo un bus di linea per Valparaiso. Sul bus
capito sul sedile n. 3 a fianco di una cilena che ha la bronchite. In 2 ore di
viaggio speriamo non mi abbia attaccato qualcosa. Cmq sono l'unico straniero su
quel pulma strapieno ma confortevole. Conosco l'unico cileno che mastica un po'
di inglese, il quale una volta arrivato alla stazione dei bus di Valparaiso mi
da una grande mano, a raggiungere l'ostello, che si trova in pieno centro, con
degli scalini da fare purtroppo. Il tipo mi lascia la sua email e io il mio
blog. Arrivo all'ostello suono e mi apre una signora che cosi a occhio mi
sembra una buna fonna. Io parlo, gli chiedo se c'e' posto ma non mi risponde.
Per forza non parla una parola di inglese. E' la prima volta che mi capita che
la padrona di un ostello non parla inglese. E questo mi esalta perche' vuol
dire che il posto e' tranquillo ed infatti e' cosi'.Siamo solo io, lei, il suo
cane belllisiimo e tre ragazze spagnole che mi fanno da traduttre simultaneo
con la buna fonna, che nonostante lei non capisca niente di quello che dico e'
simpaticcissima. E' una di quelle signore che speri di incontrare almeno una
volta nella vita. A sto punto io con lei parlo italiano che mi capisce di piu'.
Mi prepara il letto e mi spiega nella sua lingua dove' e' la cucina il bagno,
ect. Ora che le tre ragazze spagnole sono uscite, sono solo in tutto
l'ostello. Cose che avvengono raramente nella vita. E' veramente molto bello e
tranquillo, con musica soft sempre presente. Anche qui ho trovato il noleggio
della bici e quindi continua il mio momento fortunato. Diciamo che e' uno dei
piu' bei ostelli mai visti. Mi godo questi bei momenti di relax. Domani non lo
so', pero' io oggi sono qui, io oggi sono a Valparaiso, in una delle citta'
piu' belle del Cile, piena di scale e colline.
Domani la visitero' da cima a capo e poi partiro' per nuove emozioni......
capito sul sedile n. 3 a fianco di una cilena che ha la bronchite. In 2 ore di
viaggio speriamo non mi abbia attaccato qualcosa. Cmq sono l'unico straniero su
quel pulma strapieno ma confortevole. Conosco l'unico cileno che mastica un po'
di inglese, il quale una volta arrivato alla stazione dei bus di Valparaiso mi
da una grande mano, a raggiungere l'ostello, che si trova in pieno centro, con
degli scalini da fare purtroppo. Il tipo mi lascia la sua email e io il mio
blog. Arrivo all'ostello suono e mi apre una signora che cosi a occhio mi
sembra una buna fonna. Io parlo, gli chiedo se c'e' posto ma non mi risponde.
Per forza non parla una parola di inglese. E' la prima volta che mi capita che
la padrona di un ostello non parla inglese. E questo mi esalta perche' vuol
dire che il posto e' tranquillo ed infatti e' cosi'.Siamo solo io, lei, il suo
cane belllisiimo e tre ragazze spagnole che mi fanno da traduttre simultaneo
con la buna fonna, che nonostante lei non capisca niente di quello che dico e'
simpaticcissima. E' una di quelle signore che speri di incontrare almeno una
volta nella vita. A sto punto io con lei parlo italiano che mi capisce di piu'.
Mi prepara il letto e mi spiega nella sua lingua dove' e' la cucina il bagno,
ect. Ora che le tre ragazze spagnole sono uscite, sono solo in tutto
l'ostello. Cose che avvengono raramente nella vita. E' veramente molto bello e
tranquillo, con musica soft sempre presente. Anche qui ho trovato il noleggio
della bici e quindi continua il mio momento fortunato. Diciamo che e' uno dei
piu' bei ostelli mai visti. Mi godo questi bei momenti di relax. Domani non lo
so', pero' io oggi sono qui, io oggi sono a Valparaiso, in una delle citta'
piu' belle del Cile, piena di scale e colline.
Domani la visitero' da cima a capo e poi partiro' per nuove emozioni......
LA MIA PRIMA CIMA DOPO TANTO TEMPO SI CHIAMA CERRO SAN CRISTOBAL MT 869
Mi porto con la bici nel quartiere denominato Barrio bellavista, in Santiago
logicamente. Lego la bici e prendo la funicolare, piena di turisti quasi tutti
cileni, che sale ripida e in pochi minuti raggiungo la terrazza Bellavista. Da
li trascinandomi con fatica percorro diversi scalini che mi portano sulla cima
del CERRO SAN CRISTOBAL MT 869, dove c'e' la bianchissima statua añta 14 mt,
della Virgen de la Immaculata Conception. Da qui si domina tutta la citta'
affuscata dall'iquinamento e scampoli di Ande innevate.Fa' caldo e dopo 4
giorni finalmente sono a maniche corte.
logicamente. Lego la bici e prendo la funicolare, piena di turisti quasi tutti
cileni, che sale ripida e in pochi minuti raggiungo la terrazza Bellavista. Da
li trascinandomi con fatica percorro diversi scalini che mi portano sulla cima
del CERRO SAN CRISTOBAL MT 869, dove c'e' la bianchissima statua añta 14 mt,
della Virgen de la Immaculata Conception. Da qui si domina tutta la citta'
affuscata dall'iquinamento e scampoli di Ande innevate.Fa' caldo e dopo 4
giorni finalmente sono a maniche corte.
MA CHE BELLO GIRARE IN SANTIAGO IN BICICLETTA..
Dopo una buona notte di riposo e un'ottima colazione esco con la bicicletta
direttamente dall'ottimo ostello in centro, pulito e confortevole.
La bici non frena molto,e' una graziella antica ma quel che importa e' che e'
una bici con 2 ruote. Mi getto sulle piste ciclabili della capitale che corrono
a zic zac, a 2 corsie con un su e giu' continuo, e uno zic zac incredibile in
mezzo alla strada principale. mi confondo tra i pochi cileni che utilizzano la
bici e ben presto mi ambiento ai ritmi di Santiago, che non apppare molto
caotica, ma che presenta un inquinamento fortissimo a causa delle alte ande non
lontane che non lasciano passare l'aria. Le piste ciclabili, poi terminano e io
mi adatto alla strada salendo e scendendo dai larghissimi marciapiedi un po'
dissestati. Porto il casco, perche' me lo ha dato quello dell'ostello ed e'
quello leggero che usano i corridori e questo mi fa sentire un atleta come ai
tempi d'oro. Il centro non e' male. Si vedono alcuni turisti. Anche se
l'inglese non e' molto usato qui. Se ti allontani leggermente dal centro invece
il degrado aumento e i volti cambiano diventando sempre piu' poveri. E' poco
trafficata Santiago e con la mia bicicletta mi trovo a mi agio e cavalco quindi
per un po' l'onda dell'entusiasmo. La gente e' sempre molto disponibile con me
mi fornisce le informazioni nella loro lingua abbastanza comprensibile.
direttamente dall'ottimo ostello in centro, pulito e confortevole.
La bici non frena molto,e' una graziella antica ma quel che importa e' che e'
una bici con 2 ruote. Mi getto sulle piste ciclabili della capitale che corrono
a zic zac, a 2 corsie con un su e giu' continuo, e uno zic zac incredibile in
mezzo alla strada principale. mi confondo tra i pochi cileni che utilizzano la
bici e ben presto mi ambiento ai ritmi di Santiago, che non apppare molto
caotica, ma che presenta un inquinamento fortissimo a causa delle alte ande non
lontane che non lasciano passare l'aria. Le piste ciclabili, poi terminano e io
mi adatto alla strada salendo e scendendo dai larghissimi marciapiedi un po'
dissestati. Porto il casco, perche' me lo ha dato quello dell'ostello ed e'
quello leggero che usano i corridori e questo mi fa sentire un atleta come ai
tempi d'oro. Il centro non e' male. Si vedono alcuni turisti. Anche se
l'inglese non e' molto usato qui. Se ti allontani leggermente dal centro invece
il degrado aumento e i volti cambiano diventando sempre piu' poveri. E' poco
trafficata Santiago e con la mia bicicletta mi trovo a mi agio e cavalco quindi
per un po' l'onda dell'entusiasmo. La gente e' sempre molto disponibile con me
mi fornisce le informazioni nella loro lingua abbastanza comprensibile.
IL CILE, LO STATO PIU' SICURO DEL SUD AMERICA
La compagnia Pluna mi da ancora una mano conducendomi in 2 ore e 45' a
Santiago del Cile, Capitale dello Stato piu' sicuro del Sud America. Mi
porto
Santiago del Cile, Capitale dello Stato piu' sicuro del Sud America. Mi
porto
all'ostello, prima con il bus e poi a piedi. Le strade sono abbastanza buie,ma
la gente e' molto cordiale e disponibile. Giungo all'ostello in tardaserata.
Non conta se e' pulito, se e' confortevole, se e' in centro, se ha dei buoniniente
servizi, ect. L'unica cosa importante e' che noleggia la bici e non per
l'ho scelto tra i centinaia di ostelli di Santiago del Cile. Quindi domani
saro' in bici tra le mitiche strade della Capitale. God bless Us.
MONTEVIDEO, LA CAPITALE DELL'URUGUAY
Arrivo a Montevideo con un piccolo aereo di linea, in una giornata
soleggiata
soleggiata
con 19 gradi centigradi. Qui la gente non parla molto inglese e per laverita'
neanche io lo parlo molto. Pero' diciamo che la lingua madre e' il portoghesee
qualcosa riesco a capire. Mi porto in centro con un vecchio bus di linea: ile
numero 700. Non c'e' in giro un cane; sono tutti allo stadio. Cammino con
fatica un po' per il centro; non c'e' molto da vedere e per di piu' cosi' a
occhio non mi sembra la citta' piu' sicura del mondo. Mi muovo molto
abbottonato tenendo la telecamera e la macchina fotografica sotto il giubbino
le tiro fuori per pochi secondi nel momento del bisogno, per immortalare lalampada
storicita' del momento. La gente e' disponibile. Si vede che c'e' molta
poverta´. Qui di turismo neanche l'ombra, pero' incrocio il genio della
di turno che va in giro con la macchina fotografica al collo in bellaevidenza,
che tradotto in una parola significa "DERUBATEMI". Ben presto mi stanco.C'e'
troppo da camminare, di bici neanche l'ombra e quindi mi porto alla stazionedi
bus e prendo il bus n. 705, che mi riporta al lussioso Aereoporto didegrado
Montivideo, lontano circa 18 km dal centro. Passo in periferia dove il
e la poverta' si fanno evidenti.
LA COMPAGNIA URUGUAIANA PLUNA E' IL MIO DESTINO
Camminando per l'Aereoporto di Rio mi viene in mente un pensiero fisso. Darei
.............. per avere anche io una Santa davanti al mio cammino che mi
anticipa indicandomi qual'e' il gate giusto ect. per evitare di fare tanta
strada inutilmente. Alla fine cmq la Compagnia Uruguaiana Pluna fa per me visto
che ad oggi e' la piu' economica di tutte e mi porta in un posto che non e' una
spiaggia: questo posto si chiama Montevideo, la capitale dell'Uruguay.
.............. per avere anche io una Santa davanti al mio cammino che mi
anticipa indicandomi qual'e' il gate giusto ect. per evitare di fare tanta
strada inutilmente. Alla fine cmq la Compagnia Uruguaiana Pluna fa per me visto
che ad oggi e' la piu' economica di tutte e mi porta in un posto che non e' una
spiaggia: questo posto si chiama Montevideo, la capitale dell'Uruguay.
RITORNO ALL'AEREOPORTO DI RIO DE JANERIO
Inutile tentare, l'impossibile. Non c'e' niente da fare, nonostante tutti i
problemi, domani non lo so', ma ad oggi la vita da spiaggia e quella mondana
non fanno per me ed e' per questo che torno all'Aereoporto di Rio de Janerio
per cercare una meta qualsiasi che non sia una spiaggia. Passo quindi la
nottata in Aereoporto, il posto da me considerato il piu' sicuro al Mondo.
ARRIVO A RIO DE JANEIRO
Uscito miracolosamente indenne dal terribile sciopero portoghese e dall'impetuoso freddo dell'aereo eccomi a Rio de Janeiro. Qui è tutto bello...però io faccio tre passi indietro.
RITORNO SULLA SCENA INTERNAZIONALE.
God Bless us
COL DE LA BONETTE MT. 2802, IL PASSO ASFATATO PIU’ ALTO D’EUROPA.
Grandi
emozioni si provano a salire sul Passo Asfaltato più alto d’Europa mt. 2802,
che fino a pochi anni fa non esisteva e che hanno creato con grande astuzia i Francesi,
aggirando l’omonima cima alta mt. 2862 (che si raggiunge in pochi minuti su
banale sentiero dal Valico in argomento), solo e soltanto per il gusto di
ottenere l’ambito primato, visto che fino a pochi anni fa il colle scollinava a
2700 metri .
Lunare il paesaggio. Si può affrontare la salita da Saint-Etienne o da Jausiers.
Di
seguito riporto, la mappa, le fotografie, il video i dati tecnici dell’ascesa.
Per trovare LA
DIDASCALIA delle foto, aprire l’apposito link che
appare qui sotto, tasto di destra sulla foto desiderata e con l'opzione
"salva con nome" si apre una finestra dove c'è
tutto. Un'altra opzione è quella di aprire la foto scelta, cliccare
in fondo alla pagina su opzioni e poi su scarica a grandezza originale.
DATI TECNICI SALITA COL DE LA BONETTE MT. 2802 DA JAUSIERS
Punto di partenza: Jausiers 1.237 mt. (Francia).
Lunghezza salita: 23 Km
Quota di partenza: 1.237 mt.
Quota di arrivo:
2.802 mt.
Dislivello: 1.565 mt.
Pendenza media: 6,8 %
Pendenza massima: 12 % circa.
Buoni tempi ottenibili in
bici: 1 h e 30’ .
Buona media ottenibile in
bici: 15 km/h
Percorso: La salita non è durissima in quanto ha una pendenza media
inferiore al 7%, ma con i suoi 23
km è lunghissima e se non si è allenati diventa una
specie di inferno asfaltato. Da Jausiers
1.237 mt, punto di partenza già si intravede il Colle in argomento e le sue
guglie del paesaggio lunare che accompagna quasi tutto il percorso. Il 1°
chilometro è praticamente pianeggiante. I successivi 6 km invece presentano diversi
tornanti ma sono facili e la pendenza media degli stessi non supera il 6%. Dopo
7 km
circa si giunge alla Baita "la
Prégonde " mt. 1600. Poi ci sono 100 mt. circa di
discesa. Successivamente le pendenze crescono sensibilmente, fino a quasi il
12% e lo scenario cambia in quanto la pineta lascia sempre più spazio ad erba e
pietra. A metà salita si arriva ad un piccolo pianoro dove è ubicata a mt. 2000
una piccola Baita. Si risale nuovamente decisamente (tornanti) e il paesaggio
diventa sempre più bello e arido. Successivamente dopo un Laghetto, si affronta
un tratto semipianeggiante lungo quasi 1 km . Poi si svolta a sinistra percorrendo
ripide rampe in mezzo ad un oceano di rocce. Di seguito le pendenze si
riducono in corrispondenza del fortino e delle casermette dismesse. Sono
passati circa 19 km .
I due chilometri successivi sono facili viste le pendenze molto ridotte e sono
presenti addirittura dei tratti praticamente in falsopiano. Si giunge così al
punto a quota di mt 2678 dove spesso e volentieri tira un vento fortissimo e
dove si può scollinare verso Saint-Etienne. Qui comincia il tratto che i
francesi hanno realizzato appositamente per prendersi il record del Passo
Asfaltato più alto d’Europa. La strada corre adiacente ad affascinanti e
maestosi precipizi, con pendenze anche
superiori al 10%. Ci si alza in meno di 500 mt di oltre 100 metri di quota e poi
dietro la curva, la strada spiana. Si giunge così al COL DE LA BONETTE MT. 2802, il Passo
Asfaltato più alto d’Europa dove è ubicato un bel monumento che si affaccia
sull'abisso sottostante. Da qui un facile sentiero sterrato conduce in pochi
minuti alla piramidale sommitale dell’omonima cima alta mt. 2862 dov'è posto un
belvedere che permette un panorama a 360°.
AGGIORNAMENTO FILE EXCEL DELLE TARIFFE VOLI IN TUTTO IL MONDO
Nella pagina “CONSIGLI PER VIAGGIFAI DA TE”, riporto il file in excel denominato “TARIFFE VOLI” aggiornato ad
oggi delle Tariffe minime di alcuni voli di Tutto il Mondo con l’indicazioni
delle Compagnie Aeree che le praticano.
- Nella Colonna A trovate l’Aereoporto di
partenza;
- Nella Colonna B trovate l’Aereoporto di
arrivo;
- Nella Colonna C trovate il prezzo
minimo del volo andata e ritorno tutto compreso (tasse aereoportuali,
spese varie, eventuali spese per prenotazione con carta di credito ect).
Questo prezzo è riferito a periodi di bassa stagione, a volte in giorni
feriali. Logico dedurre che se si riesce a spuntare un prezzo inferiore a
questo, si è fatto un bel affare.
- Nella Colonna D trovate la data in cui
ho avvistato il prezzo minimo per quella tratta;
- Nella Colonna E trovate alcune
delle Compagnie Aeree che hanno praticato o che stanno praticando quel
prezzo minimo succitato o cmq, di poco oltre lo stesso;
- Nella Colonna F, sono riportati gli
Aereoporti dove avvengono eventuali scali. Se la casella è vuota il
volo è diretto;
- Nella Colonna G, ci sono: note varie ed
eventuali.
Per trovare quindi tutte le
informazioni succitate è necessario selezionare, la colonna B e optare per
l’opzione “Modifica” e poi “trova”, digitando il nome dell’Aereoporto di
Arrivo.
Ti escono quindi queste
informazioni relative alla località di arrivo da te prescelta:
- L’Aereoporto di partenza;
- la tariffa minima trovata per ogni
tratta;
- la data in cui è stata avvistata quella
tariffa;
- Le Compagnie Aeree che praticano quella
tariffa;
- Eventuali scali;
NON TUTTI SANNO CHE IL PRINCIPE DELLA SALITA DEL RIPETITORE DI COLOGNE (SUL MONTE ORFANO), UNA TRA LE PIU’ DURE TRA QUELLE ASFALTATE DELLA FRANCIACORTA, E’ MORGANI FRANCO (DETTO IL BALBA) DI COCCAGLIO.
C’è
un salita a Cologne che è nota a tutti per la sua durezza. Un inferno di strada
asfaltata, con delle pendenze incredibili, che d’estate si arroventa del
terribile calore sprigionato dal sole che colpisce impetuosamente il versante
sud del Monte Orfano. L’unica pecca: quei lunghi tratti di pianura che la rendono
meno dura di quanto potrebbe essere. Per i motivi succitati, quasi tutti gli
sportivi la evitano, ed essa rimane spesso deserta, soprattutto nelle ore più
calde estive, animandosi leggermente dopo le ore 17.00 di coraggiosi atleti che
tentano la sfida con se stessi. Quindi i volti che si vedono lì sopra sono più
o meno sempre gli stessi, con scarso avvicendamento nel corso degli anni. C’è
una persona però che da circa 10 anni percorre questa salita quasi
quotidianamente anche per diverse volte al giorno (1, 2, 3, 4, 5, 6, ect. volte
al giorno). Il suo nome è Franco Morgani detto “il Balba”, proveniente da
Coccaglio (Bs), ad oggi l’unico del Pianeta Terrestre capace di scalare
per diverse centinaia di volte l’anno
questa salita, con una forza, potenza, costanza incredibili. Domani non lo so,
ma non ho dubbi nell’affermare che per me ad oggi è lui a pieno diritto il “PRINCIPE
DELLA SALITA ASFALTATA DEL RIPETITORE DI COLOGNE”. Di seguito riporto i dati
tecnici, le fotografie e i filmati dell’ascesa in questione:
DATI TECNICI SALITA RIPETITORE
ASFALTATO
Punto di partenza: allo Stop di Via Cominotti incrocio Via
Facchetti, a Cologne mt. 180 - raggiungibile in 30 minuti di macchina da
Brescia (25 km
circa). Provenendo da Coccaglio sulla ex S.S. 575, giunti al primo semaforo di
Cologne svoltare a destra, seguire la strada principale che porta in centro.
Alla rotonda proseguire diritto e giunti allo stop svoltare a destra in Via
Facchetti, superare le Poste e subito dopo l’ingresso del Parco Villa Gnecchi svoltare
a sinistra in Via Cominotti.
Percorso: vedi video riportato qui sotto dopo viene
descritta nel dettaglio la salita in argomento.
Lunghezza salita: 2150 mt. circa
Quota di partenza: 187 mt s.l.m.
Quota di arrivo: 437 mt s.l.m.
Dislivello: 250 mt.
Pendenza media: 11 % (12,5 % se si escludono i primi 200
mt. quasi pianeggianti)
Pendenza massima: 20 % circa.
Buoni tempi ottenibili in
bici: 10’ (il tempo parte allo stop,
dell’incrocio ricompreso tra Via Facchetti e Via Cominotti e si ferma dove si
comincia a scendere verso il Rifugio degli Alpini e dove si può svoltare a
destra per la base del Ripetitore).
Buona media ottenibile in
bici: 13 km/h
Rapporti consigliato: vari, da un massimo di 32- 12 ad un minimo di 32 – 22;
IL SANTUARIO DI S ANNA DI VINADIO MT 2025, IL PIU' ALTO D'EUROPA.
Il Santuario di Sant'Anna mt. 2025 è considerato il Santuario più alto
d’Europa. Esso si trova nel Comune di Vinadio,
nella Provincia di Cuneo. Si trova non lontano dalla
strada che da Vinadio sale al Colle della Lombarda mt. 2350. E’ Dedicato
ai Santi Anna e Gioacchino. La Festa patronale è il 26
luglio.
Di
seguito riporto le fotografie e il video del Santuario Succitato.
25 VETTE, 8 PASSI E 4 BOCCHETTE IN 12 ORE: QUESTO E’ IL MIO RECORD MONTANO PERSONALE OTTENUTO IL 09/05/2007 SULL’APPENNINO TOSCO – EMILIANO.
Sono passati ormai molti anni da quando il giorno 09/05/2007 ho realizzato il record di cime in 12 ore. Per fare questo non è necessario essere dei fenomeni ma è indispensabile scegliere la zona giusta per realizzarlo e cioè dove ci sono ubicate molte montagne vicine con poche dislivello tra l’una e l’altra. Io ho scelto la zona della Garfagnana sull’Appennino Tosco – Emiliano e precisamente la traversata dal Passo della Cisa mt. 1041 al Passo Lagastrello mt. 1200. Di seguito riporto la relazione dell’escursione, la mappa, le fotografie, il video e l’elenco delle 25 Cime, 8 passi e 4 bocchette su cui sono salito in 12 ore.
Per trovare LA DIDASCALIA delle foto, aprire l’apposito link che appare qui sotto, tasto di destra sulla foto desiderata e con l'opzione "salva con nome" si apre una finestra dove c'è tutto. Un'altra opzione è quella di aprire la foto scelta, cliccare in fondo alla pagina su opzioni e poi su scarica a grandezza originale.
ELENCO DELLE 25 CIME DELLA TRAVERSATA IN 12 ORE
- Monte Valoria mt. 1229
- Monte Formigare mt. 1205
- Groppo del Vescovo Mt. 1243
- Monte Fontanini mt. 1401
- Monte Beccaria mt. 1377
- Monte Borgognone mt. 1401
- Monte Corno mt. 1301
- Monte Tavola mt. 1508
- Monte Fosco mt. 1683
- Monte Orsaro mt. 1830
- Monte Braiola mt. 1819
- Monte Marmagna mt. 1851
- Monte Aquilotto mt. 1788
- Monte Aquila mt. 1779
- Monte Brusa Mt. 1796
- Monte Matto mt. 1837
- Monte Paitino mt. 1817
- Monte Sillara mt. 1861
- Monte Losanna mt. 1855
- Monte Bragalata mt. 1835
- Monte Uomo Morto mt. 1773
- Monte Bocco mt. 1791
- Monte Pitturino mt. 1746
- Cima Canuti mt. 1743
- Monte Malpasso mt. 1716
ELENCO DEGLI 8 PASSI DELLA TRAVERSATA IN 12 ORE
- Passo della Cisa mt. 1041
- Passo Cirone mt. 1248
- Passo delle Guadine mt. 1687
- Passo di Badignana mt. 1685
- Passo di Compione mt. 1794
- Passo Giovarello mt. 1752
- Passo Branciola mt. 1676
- Passo Lagastrello mt. 1200
ELENCO DELLE 4 BOCCHETTE DELLA TRAVERSATA IN 12 ORE
- Bocchetta del Tavola mt. 1444
- Bocchetta dell'Orsaro mt. 1722
- Bocchetta di Marmagna mt. 1736
- Bocchetta dell'Aquila mt. 1707
25 VETTE, 8 PASSI E 4 BOCCHETTE IN 12 ORE: QUESTO E’ IL MIO RECORD MONTANO PERSONALE OTTENUTO IL 09/05/2007 SULL’APPENNINO TOSCO – EMILIANO.
Sono
passati ormai molti anni da quando il
giorno 09/05/2007 ho realizzato il record di cime in 12 ore. Per fare
questo non è necessario essere dei fenomeni ma è indispensabile scegliere la
zona giusta per realizzarlo e cioè dove ci sono ubicate molte montagne vicine
con poche dislivello tra l’una e l’altra. Io ho scelto la zona della Garfagnana
sull’Appennino Tosco – Emiliano e precisamente la traversata dal Passo della
Cisa mt. 1041 al Passo Lagastrello mt. 1200. Di seguito riporto la relazione
dell’escursione, la mappa, le fotografie, il video e l’elenco delle 25 Cime, 8
passi e 4 bocchette su cui sono salito in 12 ore.
Per trovare LA
DIDASCALIA delle foto, aprire l’apposito link che
appare qui sotto, tasto di destra sulla foto desiderata e con l'opzione
"salva con nome" si apre una finestra dove c'è
tutto. Un'altra opzione è quella di aprire la foto scelta, cliccare
in fondo alla pagina su opzioni e poi su scarica a grandezza originale.
I MIEI 554 MUNICIPI CHE HO TOCCATO CON MANO.
Una nuova pagina è entrata a far parte di questo blog: I MIEI 554 MUNICIPI CHE HO TOCCATO CON MANO.
23/04/2012: AD OGGI IL TERZO POST PIU' CLICCATO SI CHIAMA “IL FISIOTERAPISTA – VITA IN SALITA”.
Ecco
che annuncio con molto piacere che il post denominato “IL FISIOTERAPISTA - VITA IN SALITA”, che è stato cliccato
parecchie decine di volte, ad oggi risulta il terzo più visto di questo blog.
I MIEI 70 COMUNI MANTOVANI
Nella pagina dei I MIEI COMUNI IN BICI eccolo descritto il mio viaggio attraverso i 70 Comuni della Provincia di Mantova.
ACCORPAMENTO PAGINE DELLE MIE 1600 CIME, CON QUELLA DELLE RICETTE DEI DOLCI
Per
questioni di spazio ho dovuto mio malgrado procedere all’accorpamento delle 2
pagine citate nell’oggetto.
LE 476 FRAZIONI IN CUI HO DIMORATO.
Una nuova pagina è entrata a far parte di questo blog: LE 476 FRAZIONI IN CUI HO SOGGIORNATO.
ACCORPAMENTO PAGINE COMUNI BRESCIANI E BERGAMASCHI
Per
questioni di spazio ho dovuto mio malgrado procedere all’accorpamento delle 2
pagine dei Comuni Bergamaschi e Bresciani in un'unica pagina.
I GIGANTESCHI CREPACCI DEL PIAN DI NEVE NEL GRUPPO DELL’ADAMELLO.
I crepacci presenti in un ghiacciaio sono delle alterazione geomorfologiche della superficie
dello stesso con la formazione di fenditure profonde fino a 50 metri . Si forma quando
la massa glaciale, che si muove verso valle, determina delle grosse tensioni in
profondità parallele al flusso del ghiaccio che a seconda della conformazione del terreno e
della differente velocità di scorrimento, trovano
sfogo in superficie formando le crepe succitate. Un altro modo in cui si può formare un
crepaccio è dovuto alle tensioni di taglio provocate dal contatto della colata
con le pareti rocciose laterali. Soprattutto all’inizio della stagione estiva i
crepacci possono essere pericolosi per gli alpinisti in quanto spesso sono
nascosti da un sottile e precario strato nevoso detto ponte di neve. Alla fine
della stagione estiva spesso invece essi sono meno pericolosi in quanto
risultano tutti aperti e quindi ben visibili, offrendo uno spettacolo
impareggiabile, così come si evince dal seguente video.
ANCORA OGGI TREMO QUANDO PENSO AL PERICOLOSISSIMO CANALONE NORD CHE CONDUCE DALLA VAL CARONELLA AL PASSO DEL SERIO MT 2694.
Nel giorno di
Ferragosto dell’anno 2007, ho tentato sbagliando, l’ascesa al Passo del Serio,
dove nasce l’omonimo fiume, risalendo il terribile canalone nord dalla Val
Caronella. Un muro infernale di rocce e sassi instabili che cadevano solo a
guardarli. Ancora oggi tremo quando penso a quel giorno. Di seguito le foto e
il video che testimoniano quanto sopra detto.
LA PERICOLOSISSIMA CRESTA SUD - EST DEL MONTE CUSNA 2121 NELL’APPENNINO REGGIANO: UN INFERNO DI ROCCIA E SASSI CIRCONDATI DAL VUOTO.
Mi
è capitato ormai diversi anni fa di percorrere la terribile cresta sud – est
del Monte Cusna mt 2121 nell’Appennino Reggiano, peraltro in discesa. Anche se
dalla foto, non si nota essa è pericolosissima: ci sono dei salti rocciosi
incredibili, precipizi a volontà, passaggi rocciosi superiori al II grado. Un
inferno di roccia e sassi circondati dal vuoto. Grave errore di valutazione il
mio, visto che si può benissimo evitare, camminando sul facile sentiero del versante
nord o appoggiandosi sul meno agevole fianco nord erboso. L’ho percorsa perché
volevo accorciare il percorso e perché da sopra non si vedeva a cosa andavo incontro
e invece il risultato è che 45 minuti indimenticabili di paura sono entrati a
far parte della mia vita.
CANI CHE NON HANNO PAURA DI NULLA: TOM CALABRIA.
Ci sono cani che non hanno paura
di niente e di nessuno. Prima o poi almeno una volta nella vita ti accade di
incontrarlo un cane del genere e così è capitato a me nell’ambiente Montano. Il
suo nome è Tom Calabria e insieme al suo inseparabile padrone Felice Calabria
anche lui logicamente senza paura ha affrontato diverse ascensioni. E’ incredibile
notare come senza fatica saliva e scendeva continuamente per pendii proibitivi per
l’uomo, e faceva bagni impossibili in laghetti quasi ghiacciai. Di seguito
riporto i video che testimoniano quanto sopra descritto.
IRON WOMEN: UN ESEMPIO PER TUTTI PINU LA BELVA.
Esistono sulle Alpi e sugli Appennini dei posti montani
Dimenticati da Dio, selvaggi, severi, ricchi di precipizi, battuti da
pochissimi dove è raro incontrare qualcuno. A volte si vedono dei gruppetti di
escursionisti, oppure uomini da soli o qualche coppia di avventurieri. E’ quasi
impossibile incontrare donne sole. In due di questi luoghi però ho avuto
l’incredibile fortuna di incrociare per ben due volte una donna che con un coraggio da vendere bazzicava da
sola nei posti più dimenticati delle Orobie Bergamasche. Non potrò mai
dimenticare pertanto il volto e le parole di Pinù la Belva , che a mio giudizio fa
parte di quelle donne di ferro che non hanno paura di nulla, che spaccano il
Mondo e che è molto raro incontrare nella vita.
QUANTO FATICOSO E’ PERCORRERE A NUOTO LA VAL SALIMMO? CHIEDETELO A CALABRIA FELICE.
Ci sono dei momenti nella vita in cui ti può capitare di fare per un motivo e per l’altro delle fatiche insopportabili. Per esempio, farsi a nuoto la Valle di Salimmo in mezzo ad un oceano di neve. A Calabria Felice è capitato nel lontano Giugno del 2006 ed io ero lì con la telecamera in mano a immortalare quegli interminabili minuti.
SALAMINI SERGIO, IPTNOTIZZATORE DI GALLINE, GALLI E UOMINI AL CARNEVALE DI ERBUSCO DEL 08 FEBBRAIO 2005.
Ma
dove è finito Salmini Sergio? Sono lontani i tempi d‘oro in cui lo vedevo
spesso in televisione a ipnotizzare Galli, Galline e Uomini. Poi al Carnevale
di Erbusco ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo così come si evince dal
video di seguito. Quella è stata l’ultima volta che ho visto il Mitico Salamini
Sergio.
GUIDO PIANO
Ormai non ho nessun
dubbio nell’affermare che guido piano, guido entri i limiti di velocità, guido
ampliamente sotto la media nazionale, così come si evince dal video succitato.
DISCESA IN BICI SUL GHIACCIAIO DEL PRESENA
Ho
sempre sognato di fare una fantastica discesa in bicicletta su di una bella
pista da sci, sgombra da tutto e da tutti. Poi il 28/06/2003 mentre mi trovavo
quasi per caso nei pressi del ghiacciaio del Presena, il sogno si è avverato
come si evince dal video che riporto qui sotto. Logicamente non poteva mancare
l’amico Franco Morgani (Balba).
ASCESA DEL MONTE ORTLES MT. 3905 DALLA VIA NORMALE.
NOME CIMA: Monte Ortles;
QUOTA: mt 3905;
UBICAZIONE: GRUPPO ORTLES – CEVEDALE.
PUNTO DI
PARTENZA: San
Geltrude di Solda mt. 1900 - raggiungibile in 5 ore circa di macchina da
Brescia.
TEMPO DI SOLA
ANDATA: 3
h il primo giorno e 4 h il secondo giorno.
DIFFICOLTÀ: Pd/Pd+. Sono presenti
tratti di II grado su roccia e tratti su ghiaccio con pendenze fino a 40°.
DISLIVELLO
COMPLESSIVO DELL’ESCURSIONE: 1170mt il primo giorno e 900 mt. il secondo giorno.
DATA ESCURSIONE: 20/07/2005.
PICCOLA
DESCRIZIONE SOGGETTIVA DEL PERCORSO, CON
INDICAZIONE DELLA DIFFICOLTA', DEI TEMPI DI PERCORRENZA CAI, DEL DISLIVELLO: Il Monte Ortles è il più
alto del gruppo Ortles - Cevedale. Dal parcheggio di San Geltrude di Solda mt.
1900, subito dietro la Chiesa ,
comincia la salita lungo il sentiero n. 4 per il Bosco di Pino cembro fino alla
morena della vedretta di Marlet.(variante più breve: prendere la seggiovia
dell'Orso che porta al Rifugio K2 mt. 2330 e poi percorrere il sentiero n. 10 sulla
morena e congiungersi con il numero 4 che sale da San Geltrude di Solda). Continuare
sullo stesso e dopo alcuni tornanti si arriva al Rifugio Tabaretta mt. 2556. Subito
dietro lo stesso si prosegue lungo il sentiero che costeggia il pendio della
punta Tabaretta per giungere alla forcella dell'Orso mt. 2879 e da qui si sale,
per tratti un po' esposti che però sono provvisti di fune di sicurezza, in
direzione nord al al Passo della Tabaretta mt. 2883, Dopo un'ultima salita si raggiunge
senza problemi il Rifugio Payer mt. 3020, ubicato a sbalzo sulla Valle di
Solda. La mattina successiva di buon'ora si sale in direzione sud tagliando il
versante ovest della Punta Tabaretta (tratto spesso ghiacciato!). Successivamente
si sale per un tratto roccioso fino alla parete rocciosa denominata Wandln che
si supera con l’aiuto di catene. Questo e' il tratto tecnicamente più
impegnativo. Anche il successivo passaggio esposto in cresta richiede massima
prudenza. Alla fine del passaggio roccioso si attraversa prudentemente un
pendio ripido (caduta sassi!) a volte ghiacciato che conduce al ghiacciaio
nella "Buca dell'Orso" e poi
al Dosso Tschierfeck, dove c'e'
il bivacco Lombardi mt. 3316.
A seguito dello scioglimento del ghiacciaio, oggi per
arrivarci bisogna superare un tratto
molto ripido e impegnativo nel ghiaccio (per scendere invece ci si cala con la
corda sotto il bivacco). Poi si prosegue per il ghiacciaio molto screpacciato o
meno a seconda della stagione e, superato un tratto ripido del ghiacciaio di circa
35° (delicato con il ghiaccio vivo a stagione inoltrata), si giunge al dolce
altipiano superiore dell'Ortles che conduce alla parte finale del ghiacciaio
con lievi pendenze e infine alla brevissima e facile cresta che porta alla
croce di Vetta. Stupendo il panorama a 360° su Cevedale, Gran Zebru, Bernina, ect.
28/03/2012: AD OGGI IL SECONDO POST PIU' CLICCATO SI CHIAMA “INCONTRO CON L'ORSO A CABANES”.
Ecco
che ripropongo qui sotto con molto piacere il post denominato “INCONTRO CON
L'ORSO A CABANES”, che è stato cliccato parecchie decine di
volte e quindi, ad oggi, risulta di gran lunga il secondo più visto di questo
blog.
INCONTRO CON L'ORSO A CABANES.
E’ passato molto tempo da quando furono liberati alcuni Orsi nell’Arco Alpino. Da allora è ben noto a tutti che gli stessi si aggirano indisturbati nella zona della Paganella, Brenta Adamello.Tanti giurano di averli visti, alcuni li hanno fotografati, alcuni sono intimoriti dalla loro presenza che talvolta si spinge anche in zone abitate. Io ho passato anni aggirandomi in quelle zone con la speranza e allo stesso tempo il timore di vederli, ma niente. Poi però una notte le cose cambiarono, così come si deduce dal video qui sotto:
INDIMENTICABILI SONO LE FANTASTICHE ATMOSFERE CHE SI RESPIRANO NEI TEMPLI INDIANI. UN ESEMPIO PER TUTTI:VRINDAVANA.
Ci
sono dei luoghi al mondo fantastici, incredibili in cui una volta arrivato non
vorresti mai andartene. Uno di questi è senz’altro il Tempio di Vrindavana in
India.
Di
seguito riporto le fotografie e il video che testimoniano l’indimenticabile
atmosfera che si respira.
17/11/2000: ISEO SOTT’ACQUA: IO E LUCA LORINI ERAVAMO LI’.
Sono passati ormai tantissimi anni dall’ultima alluvione che il giorno 17/11/2000 portò sott’acqua Iseo. Di seguito riporto il video che testimonia quanto sopra detto.
CON LA BICI SULLA NEVE I TEMPI DI UN’ESCURSIONE SI QUINTUPLICANO:IO HO PROVATO CIO’ RAGGIUNGENDO IL RIFUGIO RINO OLMO.
Negli anni d’oro della mia
attività sportiva in Montagna mi è capitato spesso di percorrere itinerari
sulla neve e devo dire che le fatiche aumentano in modo considerevole. Però a
volte addirittura ho compiuto dei percorsi innevati con la bici a spalle e
allora lì si che le fatiche diventano insostenibili. I tempi dell’escursione possono
quintuplicare.
Nella pagina delle "ESPERIENZE MONTANE" il video, la relazione e le foto che testimoniano quanto sopra descritto.
22/03/2012: AD OGGI IL POST PIU' CLICCATO SI CHIAMA “PREDORE 2 – LA SALITA ASFALTATA E CEMENTATA PIU’ DURA D’ITALIA???????”
Ecco che ripropongo qui sotto con molto piacere il post
denominato “PREDORE 2 – LA SALITA ASFALTATA
E CEMENTATA PIU’ DURA D’ITALIA???????”, che è stato cliccato parecchie decine
di volte e quindi, ad oggi, risulta di gran lunga il più visto di questo blog.
PREDORE 2 – LA SALITA ASFALTATA E CEMENTATA PIU’ DURA D’ITALIA???????
Sono passati molti anni da quando un giorno di una calda estate della fine dello scorso millennio, scoprii per caso la Salita di Predore. Una cosa incredibile mai vista inimmaginabile. Una pendenza insostenibile in bicicletta che si deve superare tenendo costantemente il peso in avanti.
Che spettacolo ragazzi, fuori dall’immaginario collettivo, indescrivibile.
Poi qualche mese dopo, non contento, a metà salita girai a destra verso il Santuario di San Gregorio e lì ecco la sorpresa. Le pendenze aumentavano vertiginosamente su una strada in cemento. Ecco che nacque la salita di Predore 2, molto piu’ lunga e dura della precedente.
Da allora ne ho cercata una piu’ dura vagando invano per Alpi e Appennini ma niente da fare.
Penso che nessuno possa sapere qual è la salita piu’ dura del mondo anche se alcuni scrivono di averla trovata http://viaggi.globopix.net/blogperviaggiatori/tutti-i-post/salita-piu-difficile-del-mondo.
Io sono tra quelli che sostengono tale tesi, perché a mio giudizio la salita piu’ dura d’Italia si trova in Provincia di Bergamo, a Predore, a un passo da casa.
COME TROVARE LE 2 SALITE
Arrivando da Sarnico, girare a sinistra prima della chiesa di Predore e proseguire diritto per qualche centinaia di metri in leggera salita. Arrivati in fondo la strada svolta obbligatoriamente a destra e poco dopo il cartello della segnaletica stradale indicante la pendenza del 30% segna l’inizio dell’inferno.
DATI TECNICI SALITA PREDORE 1
Percorso: seguire sempre la strada asfaltata principale. Quando diventa pianeggiante è finita.
Lunghezza: 900 mt.
Quota di partenza: 220 mt s.l.m.
Quota di arrivo: 434 mt s.l.m.
Dislivello: 214 mt.
Pendenza media: 24,50%
Pendenza massima: 33%
Buoni tempi ottenibili in bici: 9’
Buona media ottenibile in bici: 7 km/h
Rapporto consigliato: 22-30
DATI TECNICI SALITA PREDORE 2
Percorso: seguire sempre la strada asfaltata principale. Dopo circa 500 mt., si stacca sulla destra la strada cementata per il Santuario di San Gregorio. Imboccarla, superare lo stesso e proseguire su pendenze impossibili fino a che la strada finisce.
Lunghezza: 1400 mt.
Quota di partenza: 220 mt s.l.m.
Quota di arrivo: 520 mt s.l.m.
Dislivello: 300 mt.
Pendenza media: 22% circa
Pendenza massima: 36% circa
Buoni tempi ottenibili in bici: 13’30’
Buona media ottenibile in bici: 7 km/h
Rapporto consigliato: 22-30
Note: nonostante, la pendenza media di questa salita sia inferiore della salita di Predore 1, è comunque più dura perché più lunga e perchè la parte finale risulta insostenibile.
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