BUENOSAIRES, ASPETTAMI IO STO ARRIVANDO

Pertanto dallo stupendo porto turistico di Colonia del Sacramento prendo una 
elegantissima nave veloce (650 Pesos), che in 1 ora scarsa mi porta a 
Buenosaires. Mi dirigo con fatica, verso la metropolitana. E' un po' un casino 
e io ho fretta visto che la metro chiude presto tra le 10.30 e le 11.00. Un 
paio di indicazioni sbagliate mi fanno perdere quasi mezz'ora. Rischio 
tantissimo ma alla fine l'ultima metro disponibile e' la miracolosamente la mia 
e scendo a Piazza Indipendenza e in breve sono al Pax Hostel (40 Pesos 
Argentini). Ottimo Ostello, ubicato a un niente dalla fermata della metro, 
confortevole veramente, con colazione super abbondante, pulito, elegante, con 
internet a disposizione. Ora parto per la visita della Grande Buenosaires, 
armato di bicicletta che noleggiero' a 3 blocchi da qui, si' perche' nei paesi 
del sud America la Distanza si misura in blocchi e non in metri o chilometri.

CORRO SPAVALDO IN BICI NELLE STRETTE STRADINE DI COLONIA DEL SACRAMENTO IN URUGAY, PATRIMONIO DELL'UNESCO


Giunto di nuovo a Montevideo con un volo di linea della compagnia Pluna, 
prendo il bus n. 701 (Pesos 33), per il Terminal Bus Tres di Montevideo dove 
prendo un bus diretto (pesos 233) per Colonia del Sacramento, patrimonio 
dell'Unesco. Li noleggio una bici (euro 6) e mi addentro nelle strette stradine 
pavimentate del centro storico, dove le case basse e colorate, uguali a come 
erano 250 anni fa, fanno da contorno. Mi sembra di vivere in un'altra realta'. 
Fantastico, poi le ore passano e la notte arriva con le luci gialle appena 
acennate. L'atmosfera e' stupenda ma le strade deserte  e semi buie, consigliano 
di levare le ancore. Dal trone non sono mica a Remedello.

MONTEVIDEO IN URUGUAY FA' ANCORA AL CASO MIO.


Giunto in tarda serata a Santiago passo la notte all'Aereoporto internazionale 
dove il mattino seguente prendo un volo della Compagnia Pluna per Montevideo in 
Uruguay.

TITOLO: SONO A MENDOZA, SONO IM ARGENTINA


Prendo il bus a Valparaiso delle 21.30 (14.000 Pesos cileni), e attraverso le 
ande e la facile frontiera Cilena Argentina. IL Bus e' comodo e confortevole 
anche se e' un po' freddo. C'e' il bagno e c'e' il signore che ti porta da 
mangiare e bere. C'e' un buio impossibile, ma intravedo un'oceano di montagne a 
fianco della strada che sale e poi dopo la frontiera scende impetuosa. Una 
quantita' infinita di stelle sembra che mi cadano addosso, ma poi alla fine 
alle 8.10 giungo a Mendoza e mi getto alla visita della citta'. Molto bella 
direi, vicinissima alle ande e all'acongagua. La gente Argentina e' molto 
cordiale e disponibile. La citta' e' pulita. Torno alla stazione dell'autobus e 
prenoto un bus per tornare a Santiago in serata. Non c'e' dubbio ormai dopo 5 
giorni di viaggio ho capito che qui nessuno parla inglese neanche sugli autobus 
internazionali. Raramente i giovani.  Quindi ormai parlo solo in Italiano che 
comunque un po' mi capiscono. Per quanto riguarda il mio cellulare, non da 
segni di vita da quando sono entrato in Cile e nenche in Argentina si e' 
ripreso. Non capisco se e' deceduto a causa del fuso orario e degli eccessivi 
trasferimenti oppure se non funziona come negli Stati Uniti perche' non e' Dual 
Band. 

TITOLO: IL MIO PROSSIMO OBIETTIVO E' MENDOZA IN ARGENTINA.


Il mio prossimo obiettivo e' attraversare la Catena delle Ande, in un punto 
non lontano dall'Aconcagua, la vetta piu' alta delle Americhe, con un bus 
notturno di linea, giungendo cosi nella carina Mendoza, in Argentina. Il 
tragitto prende circa 7 ore, piu' una di fuso orario e quindi devo prendere 
assolutamente un bus che mi consenta di non arrivare a Mendoza in un orario 
sconveniente, che non mi permetta di andare in un ostello e di non girare per 
Mendoza. Vediamo cosa riesco a fare.

TITOLO: CERCO RELAX A VINA DEL MAR

Provatissimo da una giornata intera passata nella Ripida Valáraiso, mi porto
nella vicina Vina de Mar, localita' balneare,  ubicata 9 km a ovest di
Valparaiso e trascorro delle ore di relax in riva all'oceano Pacifico. Le
bellissime spiagge e il bellissimo Castello fanno da contorno.

TITOLO: VALPARAISO: UN SU E GIU' IMPOSSIBILE RICCO DI CASE COLORATE

Esco dall'ostello con la mia bicicletta, e comincio la visita di Valparaiso.
Uno spettacolo di case colorate ammassate una sopra l'altra raggiunte da viali,
vialetti ripidissimi, ascensori e funicolari. Mi avventuro su queste salite,
con una bici graziella con un rappoprto lunghissimo. Ben presto mi impianto e
spingo la bici fino al quartiere Bellavista. Sono quasi deceduto quando arrivo
alCerro bellavista ma da li con mezza costa incredibile e panoramico vivo di
rendita sfruttando i falsipiani del posto e raggiungendo cosi gli altri Cerri. 
Stupendo e' percorrere questi vialetti di case colorate, dove la gente in
Spagnolo mi esprime la sua immensa disponibilita' e ha sempre un sorriso per
me.

VALPARAISO IN CILE E' IL MIO DESTINO

Dopo aver visitato Santiago, prendo un bus di linea per Valparaiso. Sul bus
capito sul sedile n. 3 a fianco di una cilena che ha la bronchite. In 2 ore di
viaggio speriamo non mi abbia attaccato qualcosa. Cmq sono l'unico straniero su
quel pulma strapieno ma confortevole. Conosco l'unico cileno che mastica un po'
di inglese, il quale una volta arrivato alla stazione dei bus di Valparaiso mi
da una grande mano, a raggiungere l'ostello, che si trova in pieno centro, con
degli scalini da fare purtroppo. Il tipo mi lascia la sua email e io il mio
blog. Arrivo all'ostello suono e mi apre una signora che cosi a occhio mi
sembra una buna fonna. Io parlo, gli chiedo se c'e' posto ma non mi risponde.
Per forza non parla una parola di inglese. E' la prima volta che mi capita che
la padrona di un ostello non parla inglese. E questo mi esalta perche' vuol
dire che il posto e' tranquillo ed infatti e' cosi'.Siamo solo io, lei, il suo
cane belllisiimo e tre ragazze spagnole che mi fanno da traduttre simultaneo
con la buna fonna, che nonostante lei non capisca niente di quello che dico e'
simpaticcissima. E' una di quelle signore che speri di incontrare almeno una
volta nella vita. A sto punto io con lei parlo italiano che mi capisce di piu'.
Mi prepara il letto e mi spiega nella sua lingua dove' e' la cucina il bagno,
ect.  Ora che le tre ragazze spagnole sono uscite, sono solo in tutto
l'ostello. Cose che avvengono raramente nella vita. E' veramente molto bello e
tranquillo, con musica soft sempre presente. Anche qui ho trovato il noleggio
della bici e quindi continua il mio momento fortunato.  Diciamo che e' uno dei
piu' bei ostelli mai visti. Mi godo questi bei momenti di relax. Domani non lo
so', pero' io oggi sono qui, io oggi sono a Valparaiso, in una delle citta'
piu' belle del Cile, piena di scale e colline.
Domani la visitero' da cima a capo e poi partiro' per nuove emozioni......

LA MIA PRIMA CIMA DOPO TANTO TEMPO SI CHIAMA CERRO SAN CRISTOBAL MT 869

Mi porto con la bici nel quartiere denominato Barrio bellavista, in Santiago
logicamente. Lego la bici e prendo la funicolare, piena di turisti quasi tutti
cileni, che sale ripida e in pochi minuti raggiungo la terrazza Bellavista. Da
li trascinandomi con fatica percorro diversi scalini che mi portano sulla cima
del CERRO SAN CRISTOBAL MT 869, dove c'e' la bianchissima statua añta 14 mt,
della Virgen de la Immaculata Conception. Da qui si domina tutta la citta'
affuscata dall'iquinamento e scampoli di Ande innevate.Fa' caldo e dopo 4
giorni finalmente sono a maniche corte.

MA CHE BELLO GIRARE IN SANTIAGO IN BICICLETTA..

Dopo una buona notte di riposo e un'ottima colazione esco con la bicicletta
direttamente dall'ottimo ostello in centro, pulito e confortevole.
La bici non frena molto,e' una graziella antica ma quel che importa e' che e'
una bici con 2 ruote. Mi getto sulle piste ciclabili della capitale che corrono
a zic zac, a 2 corsie con un su e giu' continuo, e uno zic zac incredibile in
mezzo alla strada principale. mi confondo tra i pochi cileni che utilizzano la
bici e ben presto mi ambiento ai ritmi di Santiago, che non apppare molto
caotica, ma che presenta un inquinamento fortissimo a causa delle alte ande non
lontane che non lasciano passare l'aria. Le piste ciclabili, poi terminano e io
mi adatto alla strada salendo e scendendo dai larghissimi marciapiedi un po'
dissestati. Porto il casco, perche' me lo ha dato quello dell'ostello ed e'
quello leggero che usano i corridori e questo mi fa sentire un atleta come ai
tempi d'oro. Il centro non e' male. Si vedono alcuni turisti. Anche se
l'inglese non e' molto usato qui. Se ti allontani leggermente dal centro invece
il degrado aumento e i volti cambiano diventando sempre piu' poveri. E' poco
trafficata Santiago e con la mia bicicletta mi trovo a mi agio e cavalco quindi
per un po' l'onda dell'entusiasmo. La gente e' sempre molto disponibile con me
mi fornisce le informazioni nella loro lingua abbastanza comprensibile.

IL CILE, LO STATO PIU' SICURO DEL SUD AMERICA

La compagnia Pluna mi da ancora una mano conducendomi in 2 ore e 45' a
Santiago del Cile, Capitale dello Stato piu' sicuro del Sud America. Mi
porto
all'ostello, prima con il bus e poi a piedi. Le strade sono abbastanza buie,
ma
la gente e' molto cordiale e disponibile. Giungo all'ostello in tarda
serata.
Non conta se e' pulito, se e' confortevole, se e' in centro, se ha dei buoni
servizi, ect. L'unica cosa importante e' che noleggia la bici e non per
niente
l'ho scelto tra i centinaia di ostelli di Santiago del Cile. Quindi domani
saro' in bici tra le mitiche strade della Capitale. God bless Us.

MONTEVIDEO, LA CAPITALE DELL'URUGUAY

Arrivo a Montevideo con un piccolo aereo di linea, in una giornata
soleggiata
con 19 gradi centigradi. Qui la gente non parla molto inglese e per la
verita'
neanche io lo parlo molto. Pero' diciamo che la lingua madre e' il portoghese
e
qualcosa riesco a capire. Mi porto in centro con un vecchio bus di linea: il
numero 700. Non c'e' in giro un cane; sono tutti allo stadio. Cammino con
fatica un po' per il centro; non c'e' molto da vedere e per di piu' cosi' a
occhio non mi sembra la citta' piu' sicura del mondo. Mi muovo molto
abbottonato tenendo la telecamera e la macchina fotografica sotto il giubbino
e
le tiro fuori per pochi secondi nel momento del bisogno, per immortalare la
storicita' del momento. La gente e' disponibile. Si vede che c'e' molta
poverta´. Qui di turismo neanche l'ombra, pero' incrocio il genio della
lampada
di turno che va in giro con la macchina fotografica al collo in bella
evidenza,
che tradotto in una parola significa "DERUBATEMI". Ben presto mi stanco.
C'e'
troppo da camminare, di bici neanche l'ombra e quindi mi porto alla stazione
di
bus e prendo il bus n. 705, che mi riporta al lussioso Aereoporto di
Montivideo, lontano circa 18 km dal centro. Passo in periferia dove il
degrado
e la poverta' si fanno evidenti.

LA COMPAGNIA URUGUAIANA PLUNA E' IL MIO DESTINO

Camminando per l'Aereoporto di Rio mi viene in mente un pensiero fisso. Darei
.............. per avere anche io una Santa davanti al mio cammino che mi
anticipa indicandomi qual'e' il gate giusto ect. per evitare di fare tanta
strada inutilmente. Alla fine cmq la Compagnia Uruguaiana Pluna fa per me visto
che ad oggi e' la piu' economica di tutte e mi porta in un posto che non e' una
spiaggia: questo posto si chiama Montevideo, la capitale dell'Uruguay.

RITORNO ALL'AEREOPORTO DI RIO DE JANERIO

Inutile tentare, l'impossibile. Non c'e' niente da fare, nonostante tutti i
problemi, domani non lo so', ma ad oggi la vita da spiaggia e quella mondana
non fanno per me ed e' per questo che torno all'Aereoporto di Rio de Janerio
per cercare una meta qualsiasi che non sia una spiaggia. Passo quindi la
nottata in Aereoporto, il posto da me considerato il piu' sicuro al Mondo.

ARRIVO A RIO DE JANEIRO

Uscito miracolosamente indenne dal terribile sciopero portoghese e dall'impetuoso freddo dell'aereo eccomi a Rio de Janeiro. Qui è tutto bello...però io faccio tre passi indietro.

RITORNO SULLA SCENA INTERNAZIONALE.

 A oltre 1 anno dall’ultimo vero viaggio eccomi finalmente di nuovo in pista. Molte cose sono cambiate da allora. I vecchi tempi sono ormai un lontano ricordo ma comunque conservo la voglia di confrontarmi con altri popoli. Il mio destino si chiama Brasile e la compagnia Tap Portugal mi aiuterà per raggiungerlo.
God Bless us

COL DE LA BONETTE MT. 2802, IL PASSO ASFATATO PIU’ ALTO D’EUROPA.

 Grandi emozioni si provano a salire sul Passo Asfaltato più alto d’Europa mt. 2802, che fino a pochi anni fa non esisteva e che hanno creato con grande astuzia i Francesi, aggirando l’omonima cima alta mt. 2862 (che si raggiunge in pochi minuti su banale sentiero dal Valico in argomento), solo e soltanto per il gusto di ottenere l’ambito primato, visto che fino a pochi anni fa il colle scollinava a 2700 metri. Lunare il paesaggio. Si può affrontare la salita da Saint-Etienne o da Jausiers.
Di seguito riporto, la mappa, le fotografie, il video i dati tecnici dell’ascesa.
Per trovare LA DIDASCALIA delle foto, aprire l’apposito link  che appare qui sotto, tasto di destra sulla foto desiderata e con l'opzione "salva con nome" si apre una finestra dove c'è tutto. Un'altra opzione è quella di aprire la foto scelta, cliccare in fondo alla pagina su opzioni e poi su scarica a grandezza originale.  




DATI TECNICI SALITA COL DE LA BONETTE MT. 2802 DA JAUSIERS

Punto di partenza: Jausiers 1.237 mt. (Francia).
Lunghezza salita: 23 Km
Quota di partenza: 1.237 mt.
Quota di arrivo:  2.802 mt.
Dislivello: 1.565 mt.
Pendenza media: 6,8 % 
Pendenza massima: 12 % circa.
Buoni tempi ottenibili in bici: 1 h e 30’.
Buona media ottenibile in bici: 15 km/h
Percorso: La salita non è durissima in quanto ha una pendenza media inferiore al 7%, ma con i suoi 23 km è lunghissima e se non si è allenati diventa una specie di inferno asfaltato. Da  Jausiers 1.237 mt, punto di partenza già si intravede il Colle in argomento e le sue guglie del paesaggio lunare che accompagna quasi tutto il percorso. Il 1° chilometro è praticamente pianeggiante. I successivi 6 km invece presentano diversi tornanti ma sono facili e la pendenza media degli stessi non supera il 6%. Dopo 7 km circa si giunge alla Baita "la Prégonde" mt. 1600. Poi ci sono 100 mt. circa di discesa. Successivamente le pendenze crescono sensibilmente, fino a quasi il 12% e lo scenario cambia in quanto la pineta lascia sempre più spazio ad erba e pietra. A metà salita si arriva ad un piccolo pianoro dove è ubicata a mt. 2000 una piccola Baita. Si risale nuovamente decisamente (tornanti) e il paesaggio diventa sempre più bello e arido. Successivamente dopo un Laghetto, si affronta un tratto semipianeggiante lungo quasi 1 km. Poi si svolta a sinistra percorrendo ripide rampe in mezzo ad un oceano di rocce. Di seguito le pendenze si riducono in corrispondenza del fortino e delle casermette dismesse. Sono passati circa 19 km. I due chilometri successivi sono facili viste le pendenze molto ridotte e sono presenti addirittura dei tratti praticamente in falsopiano. Si giunge così al punto a quota di mt 2678 dove spesso e volentieri tira un vento fortissimo e dove si può scollinare verso Saint-Etienne. Qui comincia il tratto che i francesi hanno realizzato appositamente per prendersi il record del Passo Asfaltato più alto d’Europa. La strada corre adiacente ad affascinanti e maestosi precipizi, con  pendenze anche superiori al 10%. Ci si alza in meno di 500 mt di oltre 100 metri di quota e poi dietro la curva, la strada spiana. Si giunge così al COL DE LA BONETTE MT. 2802, il Passo Asfaltato più alto d’Europa dove è ubicato un bel monumento che si affaccia sull'abisso sottostante. Da qui un facile sentiero sterrato conduce in pochi minuti alla piramidale sommitale dell’omonima cima alta mt. 2862 dov'è posto un belvedere che permette un panorama a 360°.

AGGIORNAMENTO FILE EXCEL DELLE TARIFFE VOLI IN TUTTO IL MONDO


Nella pagina “CONSIGLI PER VIAGGIFAI DA TE”, riporto il file in excel denominato “TARIFFE VOLI” aggiornato ad oggi delle Tariffe minime di alcuni voli di Tutto il Mondo con l’indicazioni delle Compagnie Aeree che le praticano.
  • Nella Colonna A trovate l’Aereoporto di partenza;
  • Nella Colonna B trovate l’Aereoporto di arrivo;
  • Nella Colonna C trovate il prezzo minimo del volo andata e ritorno tutto compreso (tasse aereoportuali, spese varie, eventuali spese per prenotazione con carta di credito ect). Questo prezzo è riferito a periodi di bassa stagione, a volte in giorni feriali. Logico dedurre che se si riesce a spuntare un prezzo inferiore a questo, si è fatto un bel affare.
  • Nella Colonna D trovate la data in cui ho avvistato il prezzo minimo per quella tratta;
  • Nella Colonna E trovate  alcune delle Compagnie Aeree che hanno praticato o che stanno praticando quel prezzo minimo succitato o cmq, di poco oltre lo stesso;
  • Nella Colonna F, sono riportati gli Aereoporti dove avvengono eventuali scali. Se la  casella è vuota il volo è diretto;
  • Nella Colonna G, ci sono: note varie ed eventuali.

Per trovare quindi tutte le informazioni succitate è necessario selezionare, la colonna B e optare per l’opzione “Modifica” e poi “trova”, digitando il nome dell’Aereoporto di Arrivo.
Ti escono quindi queste informazioni relative alla località di arrivo da te prescelta:
  1. L’Aereoporto di partenza;
  2. la tariffa minima trovata per ogni tratta;
  3. la data in cui è stata avvistata quella tariffa;
  4. Le Compagnie Aeree che praticano quella tariffa;
  5. Eventuali scali;

NON TUTTI SANNO CHE IL PRINCIPE DELLA SALITA DEL RIPETITORE DI COLOGNE (SUL MONTE ORFANO), UNA TRA LE PIU’ DURE TRA QUELLE ASFALTATE DELLA FRANCIACORTA, E’ MORGANI FRANCO (DETTO IL BALBA) DI COCCAGLIO.


C’è un salita a Cologne che è nota a tutti per la sua durezza. Un inferno di strada asfaltata, con delle pendenze incredibili, che d’estate si arroventa del terribile calore sprigionato dal sole che colpisce impetuosamente il versante sud del Monte Orfano. L’unica pecca: quei lunghi tratti di pianura che la rendono meno dura di quanto potrebbe essere. Per i motivi succitati, quasi tutti gli sportivi la evitano, ed essa rimane spesso deserta, soprattutto nelle ore più calde estive, animandosi leggermente dopo le ore 17.00 di coraggiosi atleti che tentano la sfida con se stessi. Quindi i volti che si vedono lì sopra sono più o meno sempre gli stessi, con scarso avvicendamento nel corso degli anni. C’è una persona però che da circa 10 anni percorre questa salita quasi quotidianamente anche per diverse volte al giorno (1, 2, 3, 4, 5, 6, ect. volte al giorno). Il suo nome è Franco Morgani detto “il Balba”, proveniente da Coccaglio (Bs), ad oggi l’unico del Pianeta Terrestre capace di scalare per  diverse centinaia di volte l’anno questa salita, con una forza, potenza, costanza incredibili. Domani non lo so, ma non ho dubbi nell’affermare che per me ad oggi è lui a pieno diritto il “PRINCIPE DELLA SALITA ASFALTATA DEL RIPETITORE DI COLOGNE”. Di seguito riporto i dati tecnici, le fotografie e i filmati dell’ascesa in questione:

DATI TECNICI SALITA RIPETITORE ASFALTATO

Punto di partenza: allo Stop di Via Cominotti incrocio Via Facchetti, a Cologne mt. 180 - raggiungibile in 30 minuti di macchina da Brescia (25 km circa). Provenendo da Coccaglio sulla ex S.S. 575, giunti al primo semaforo di Cologne svoltare a destra, seguire la strada principale che porta in centro. Alla rotonda proseguire diritto e giunti allo stop svoltare a destra in Via Facchetti, superare le Poste e subito dopo l’ingresso del Parco Villa Gnecchi svoltare a sinistra in Via Cominotti.
Percorso: vedi video riportato qui sotto dopo viene descritta nel dettaglio la salita in argomento.
Lunghezza salita: 2150 mt. circa
Quota di partenza: 187 mt s.l.m.
Quota di arrivo: 437 mt s.l.m.
Dislivello: 250 mt.
Pendenza media: 11 % (12,5 % se si escludono i primi 200 mt. quasi pianeggianti)
Pendenza massima: 20 % circa.
Buoni tempi ottenibili in bici: 10’ (il tempo parte allo stop, dell’incrocio ricompreso tra Via Facchetti e Via Cominotti e si ferma dove si comincia a scendere verso il Rifugio degli Alpini e dove si può svoltare a destra per la base del Ripetitore).
Buona media ottenibile in bici: 13 km/h
Rapporti consigliato: vari, da un massimo di 32- 12 ad un minimo di 32 – 22; 





IL SANTUARIO DI S ANNA DI VINADIO MT 2025, IL PIU' ALTO D'EUROPA.

Il Santuario di Sant'Anna mt. 2025 è considerato il Santuario più alto d’Europa. Esso si trova nel Comune di Vinadio, nella Provincia di Cuneo. Si trova non lontano dalla strada che da Vinadio sale al Colle della Lombarda mt. 2350. E’ Dedicato ai Santi Anna e Gioacchino. La Festa patronale è il 26 luglio.
Di seguito riporto le fotografie e il video del Santuario Succitato.




25 VETTE, 8 PASSI E 4 BOCCHETTE IN 12 ORE: QUESTO E’ IL MIO RECORD MONTANO PERSONALE OTTENUTO IL 09/05/2007 SULL’APPENNINO TOSCO – EMILIANO.

Sono passati ormai molti anni da quando il  giorno 09/05/2007 ho realizzato il record di cime in 12 ore. Per fare questo non è necessario essere dei fenomeni ma è indispensabile scegliere la zona giusta per realizzarlo e cioè dove ci sono ubicate molte montagne vicine con poche dislivello tra l’una e l’altra. Io ho scelto la zona della Garfagnana sull’Appennino Tosco – Emiliano e precisamente la traversata dal Passo della Cisa mt. 1041 al Passo Lagastrello mt. 1200. Di seguito riporto la relazione dell’escursione, la mappa, le fotografie, il video e l’elenco delle 25 Cime, 8 passi e 4 bocchette su cui sono salito in 12 ore.
Per trovare LA DIDASCALIA delle foto, aprire l’apposito link  che appare qui sotto, tasto di destra sulla foto desiderata e con l'opzione "salva con nome" si apre una finestra dove c'è tutto. Un'altra opzione è quella di aprire la foto scelta, cliccare in fondo alla pagina su opzioni e poi su scarica a grandezza originale.  





ELENCO DELLE 25 CIME DELLA TRAVERSATA IN 12 ORE

  1. Monte Valoria mt. 1229
  2. Monte Formigare mt. 1205
  3. Groppo del Vescovo Mt. 1243
  4. Monte Fontanini mt. 1401
  5. Monte Beccaria mt. 1377
  6. Monte Borgognone mt. 1401
  7. Monte Corno mt. 1301
  8. Monte Tavola mt. 1508
  9. Monte Fosco mt. 1683
  10. Monte Orsaro mt. 1830
  11. Monte Braiola mt. 1819
  12. Monte Marmagna mt. 1851
  13. Monte Aquilotto mt. 1788
  14. Monte Aquila mt. 1779
  15. Monte Brusa Mt. 1796
  16. Monte Matto mt. 1837
  17. Monte Paitino mt. 1817
  18. Monte Sillara mt. 1861
  19. Monte Losanna mt. 1855
  20. Monte Bragalata mt. 1835
  21. Monte Uomo Morto mt.  1773
  22. Monte Bocco mt.  1791
  23. Monte Pitturino mt. 1746
  24. Cima Canuti mt. 1743
  25. Monte Malpasso mt. 1716
ELENCO DEGLI 8 PASSI DELLA TRAVERSATA IN 12 ORE

  1. Passo della Cisa mt. 1041
  2. Passo Cirone mt. 1248
  3. Passo delle Guadine mt. 1687
  4. Passo di Badignana mt.  1685
  5. Passo di Compione mt. 1794
  6. Passo Giovarello mt. 1752
  7. Passo Branciola mt. 1676
  8. Passo Lagastrello mt. 1200

ELENCO DELLE 4 BOCCHETTE DELLA TRAVERSATA IN 12 ORE

  1. Bocchetta del Tavola mt. 1444
  2. Bocchetta dell'Orsaro mt. 1722
  3. Bocchetta di Marmagna mt. 1736
  4. Bocchetta dell'Aquila mt. 1707

25 VETTE, 8 PASSI E 4 BOCCHETTE IN 12 ORE: QUESTO E’ IL MIO RECORD MONTANO PERSONALE OTTENUTO IL 09/05/2007 SULL’APPENNINO TOSCO – EMILIANO.

Sono passati ormai molti anni da quando il  giorno 09/05/2007 ho realizzato il record di cime in 12 ore. Per fare questo non è necessario essere dei fenomeni ma è indispensabile scegliere la zona giusta per realizzarlo e cioè dove ci sono ubicate molte montagne vicine con poche dislivello tra l’una e l’altra. Io ho scelto la zona della Garfagnana sull’Appennino Tosco – Emiliano e precisamente la traversata dal Passo della Cisa mt. 1041 al Passo Lagastrello mt. 1200. Di seguito riporto la relazione dell’escursione, la mappa, le fotografie, il video e l’elenco delle 25 Cime, 8 passi e 4 bocchette su cui sono salito in 12 ore.
Per trovare LA DIDASCALIA delle foto, aprire l’apposito link  che appare qui sotto, tasto di destra sulla foto desiderata e con l'opzione "salva con nome" si apre una finestra dove c'è tutto. Un'altra opzione è quella di aprire la foto scelta, cliccare in fondo alla pagina su opzioni e poi su scarica a grandezza originale.  



23/04/2012: AD OGGI IL TERZO POST PIU' CLICCATO SI CHIAMA “IL FISIOTERAPISTA – VITA IN SALITA”.


 Ecco che annuncio con molto piacere che il post denominato “IL FISIOTERAPISTA - VITA IN SALITA”, che è stato cliccato parecchie decine di volte, ad oggi risulta il terzo più visto di questo blog. 

I GIGANTESCHI CREPACCI DEL PIAN DI NEVE NEL GRUPPO DELL’ADAMELLO.

I crepacci presenti in un ghiacciaio sono delle alterazione geomorfologiche della superficie dello stesso con la formazione di fenditure profonde fino a 50 metri. Si forma quando la massa glaciale, che si muove verso valle, determina delle grosse tensioni in profondità parallele al flusso del ghiaccio che a  seconda della conformazione del terreno e della differente velocità di scorrimento, trovano sfogo in superficie formando le crepe succitate. Un altro modo in cui si può formare un crepaccio è dovuto alle tensioni di taglio provocate dal contatto della colata con le pareti rocciose laterali. Soprattutto all’inizio della stagione estiva i crepacci possono essere pericolosi per gli alpinisti in quanto spesso sono nascosti da un sottile e precario strato nevoso detto ponte di neve. Alla fine della stagione estiva spesso invece essi sono meno pericolosi in quanto risultano tutti aperti e quindi ben visibili, offrendo uno spettacolo impareggiabile, così come si evince dal seguente video.


ANCORA OGGI TREMO QUANDO PENSO AL PERICOLOSISSIMO CANALONE NORD CHE CONDUCE DALLA VAL CARONELLA AL PASSO DEL SERIO MT 2694.

Nel giorno di Ferragosto dell’anno 2007, ho tentato sbagliando, l’ascesa al Passo del Serio, dove nasce l’omonimo fiume, risalendo il terribile canalone nord dalla Val Caronella. Un muro infernale di rocce e sassi instabili che cadevano solo a guardarli. Ancora oggi tremo quando penso a quel giorno. Di seguito le foto e il video che testimoniano quanto sopra detto. 

LA PERICOLOSISSIMA CRESTA SUD - EST DEL MONTE CUSNA 2121 NELL’APPENNINO REGGIANO: UN INFERNO DI ROCCIA E SASSI CIRCONDATI DAL VUOTO.


Mi è capitato ormai diversi anni fa di percorrere la terribile cresta sud – est del Monte Cusna mt 2121 nell’Appennino Reggiano, peraltro in discesa. Anche se dalla foto, non si nota essa è pericolosissima: ci sono dei salti rocciosi incredibili, precipizi a volontà, passaggi rocciosi superiori al II grado. Un inferno di roccia e sassi circondati dal vuoto. Grave errore di valutazione il mio, visto che si può benissimo evitare, camminando sul facile sentiero del versante nord o appoggiandosi sul meno agevole fianco nord erboso. L’ho percorsa perché volevo accorciare il percorso e perché da sopra non si vedeva a cosa andavo incontro e invece il risultato è che 45 minuti indimenticabili di paura sono entrati a far parte della mia vita.




CANI CHE NON HANNO PAURA DI NULLA: TOM CALABRIA.


Ci sono cani che non hanno paura di niente e di nessuno. Prima o poi almeno una volta nella vita ti accade di incontrarlo un cane del genere e così è capitato a me nell’ambiente Montano. Il suo nome è Tom Calabria e insieme al suo inseparabile padrone Felice Calabria anche lui logicamente senza paura ha affrontato diverse ascensioni. E’ incredibile notare come senza fatica saliva e scendeva continuamente per pendii proibitivi per l’uomo, e faceva bagni impossibili in laghetti quasi ghiacciai. Di seguito riporto i video che testimoniano quanto sopra descritto.



IRON WOMEN: UN ESEMPIO PER TUTTI PINU LA BELVA.


Esistono sulle Alpi e sugli Appennini dei posti montani Dimenticati da Dio, selvaggi, severi, ricchi di precipizi, battuti da pochissimi dove è raro incontrare qualcuno. A volte si vedono dei gruppetti di escursionisti, oppure uomini da soli o qualche coppia di avventurieri. E’ quasi impossibile incontrare donne sole. In due di questi luoghi però ho avuto l’incredibile fortuna di incrociare per ben due volte una donna  che con un coraggio da vendere bazzicava da sola nei posti più dimenticati delle Orobie Bergamasche. Non potrò mai dimenticare pertanto il volto e le parole di Pinù la Belva, che a mio giudizio fa parte di quelle donne di ferro che non hanno paura di nulla, che spaccano il Mondo e che è molto raro incontrare nella vita.



QUANTO FATICOSO E’ PERCORRERE A NUOTO LA VAL SALIMMO? CHIEDETELO A CALABRIA FELICE.

Ci sono dei momenti nella vita in cui ti può capitare di fare per un motivo e per l’altro delle fatiche insopportabili. Per esempio, farsi a nuoto la Valle di Salimmo in mezzo ad un oceano di neve. A Calabria Felice è capitato nel lontano Giugno del 2006 ed io ero lì con la telecamera in mano a immortalare quegli interminabili minuti.

SALAMINI SERGIO, IPTNOTIZZATORE DI GALLINE, GALLI E UOMINI AL CARNEVALE DI ERBUSCO DEL 08 FEBBRAIO 2005.

Ma dove è finito Salmini Sergio? Sono lontani i tempi d‘oro in cui lo vedevo spesso in televisione a ipnotizzare Galli, Galline e Uomini. Poi al Carnevale di Erbusco ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo così come si evince dal video di seguito. Quella è stata l’ultima volta che ho visto il Mitico Salamini Sergio.

GUIDO PIANO

Ormai non ho nessun dubbio nell’affermare che guido piano, guido entri i limiti di velocità, guido ampliamente sotto la media nazionale, così come si evince dal video succitato.

DISCESA IN BICI SUL GHIACCIAIO DEL PRESENA

Ho sempre sognato di fare una fantastica discesa in bicicletta su di una bella pista da sci, sgombra da tutto e da tutti. Poi il 28/06/2003 mentre mi trovavo quasi per caso nei pressi del ghiacciaio del Presena, il sogno si è avverato come si evince dal video che riporto qui sotto. Logicamente non poteva mancare l’amico Franco Morgani (Balba).  


ASCESA DEL MONTE ORTLES MT. 3905 DALLA VIA NORMALE.

NOME CIMA: Monte Ortles;
QUOTA: mt 3905;
UBICAZIONE: GRUPPO ORTLES – CEVEDALE.
PUNTO DI PARTENZA: San Geltrude di Solda mt. 1900 - raggiungibile in 5 ore circa di macchina da Brescia.
TEMPO DI SOLA ANDATA: 3 h il primo giorno e 4 h il secondo giorno.
DIFFICOLTÀ: Pd/Pd+. Sono presenti tratti di II grado su roccia e tratti su ghiaccio con pendenze fino a 40°.
DISLIVELLO COMPLESSIVO DELL’ESCURSIONE: 1170mt il primo giorno e 900 mt. il secondo giorno.
DATA ESCURSIONE: 20/07/2005.
PICCOLA DESCRIZIONE SOGGETTIVA DEL PERCORSO,  CON INDICAZIONE DELLA DIFFICOLTA', DEI TEMPI DI PERCORRENZA CAI, DEL DISLIVELLO: Il Monte Ortles è il più alto del gruppo Ortles - Cevedale. Dal parcheggio di San Geltrude di Solda mt. 1900, subito dietro la Chiesa, comincia la salita lungo il sentiero n. 4 per il Bosco di Pino cembro fino alla morena della vedretta di Marlet.(variante più breve: prendere la seggiovia dell'Orso che porta al Rifugio K2 mt. 2330 e poi percorrere il sentiero n. 10 sulla morena e congiungersi con il numero 4 che sale da San Geltrude di Solda). Continuare sullo stesso e dopo alcuni tornanti si arriva al Rifugio Tabaretta mt. 2556. Subito dietro lo stesso si prosegue lungo il sentiero che costeggia il pendio della punta Tabaretta per giungere alla forcella dell'Orso mt. 2879 e da qui si sale, per tratti un po' esposti che però sono provvisti di fune di sicurezza, in direzione nord al al Passo della Tabaretta mt. 2883, Dopo un'ultima salita si raggiunge senza problemi il Rifugio Payer mt. 3020, ubicato a sbalzo sulla Valle di Solda. La mattina successiva di buon'ora si sale in direzione sud tagliando il versante ovest della Punta Tabaretta (tratto spesso ghiacciato!). Successivamente si sale per un tratto roccioso fino alla parete rocciosa denominata Wandln che si supera con l’aiuto di catene. Questo e' il tratto tecnicamente più impegnativo. Anche il successivo passaggio esposto in cresta richiede massima prudenza. Alla fine del passaggio roccioso si attraversa prudentemente un pendio ripido (caduta sassi!) a volte ghiacciato che conduce al ghiacciaio nella "Buca dell'Orso"  e poi al Dosso Tschierfeck, dove c'e' il bivacco Lombardi mt. 3316. A seguito dello scioglimento del ghiacciaio, oggi per arrivarci bisogna superare  un tratto molto ripido e impegnativo nel ghiaccio (per scendere invece ci si cala con la corda sotto il bivacco). Poi si prosegue per il ghiacciaio molto screpacciato o meno a seconda della stagione e, superato un tratto ripido del ghiacciaio di circa 35° (delicato con il ghiaccio vivo a stagione inoltrata), si giunge al dolce altipiano superiore dell'Ortles che conduce alla parte finale del ghiacciaio con lievi pendenze e infine alla brevissima e facile cresta che porta alla croce di Vetta. Stupendo il panorama a 360° su Cevedale, Gran Zebru, Bernina, ect.



28/03/2012: AD OGGI IL SECONDO POST PIU' CLICCATO SI CHIAMA “INCONTRO CON L'ORSO A CABANES”.

Ecco che ripropongo qui sotto con molto piacere il post denominato “INCONTRO CON L'ORSO A CABANES”, che è stato cliccato parecchie decine di volte e quindi, ad oggi, risulta di gran lunga il secondo più visto di questo blog. 

INCONTRO CON L'ORSO A CABANES.

E’ passato molto tempo da quando furono liberati alcuni Orsi nell’Arco Alpino. Da allora è ben noto a tutti che gli stessi si aggirano indisturbati nella zona della Paganella, Brenta Adamello.Tanti giurano di averli visti, alcuni li hanno fotografati, alcuni sono intimoriti dalla loro presenza che talvolta si spinge anche in zone abitate. Io ho passato anni aggirandomi in quelle zone con la speranza e allo stesso tempo il timore di vederli, ma niente. Poi però una notte le cose cambiarono, così come si deduce dal video qui sotto: 

INDIMENTICABILI SONO LE FANTASTICHE ATMOSFERE CHE SI RESPIRANO NEI TEMPLI INDIANI. UN ESEMPIO PER TUTTI:VRINDAVANA.

Ci sono dei luoghi al mondo fantastici, incredibili in cui una volta arrivato non vorresti mai andartene. Uno di questi è senz’altro il Tempio di Vrindavana in India.
Di seguito riporto le fotografie e il video che testimoniano l’indimenticabile atmosfera che si respira.



17/11/2000: ISEO SOTT’ACQUA: IO E LUCA LORINI ERAVAMO LI’.

Sono passati ormai tantissimi anni dall’ultima alluvione che il giorno 17/11/2000 portò sott’acqua Iseo. Di seguito riporto il video che testimonia quanto sopra detto. 

CON LA BICI SULLA NEVE I TEMPI DI UN’ESCURSIONE SI QUINTUPLICANO:IO HO PROVATO CIO’ RAGGIUNGENDO IL RIFUGIO RINO OLMO.


Negli anni d’oro della mia attività sportiva in Montagna mi è capitato spesso di percorrere itinerari sulla neve e devo dire che le fatiche aumentano in modo considerevole. Però a volte addirittura ho compiuto dei percorsi innevati con la bici a spalle e allora lì si che le fatiche diventano insostenibili. I tempi dell’escursione possono quintuplicare. 
Nella pagina delle "ESPERIENZE MONTANE" il video, la relazione e le foto che testimoniano quanto sopra descritto.

22/03/2012: AD OGGI IL POST PIU' CLICCATO SI CHIAMA “PREDORE 2 – LA SALITA ASFALTATA E CEMENTATA PIU’ DURA D’ITALIA???????”

Ecco che ripropongo qui sotto con molto piacere il post denominato “PREDORE 2 – LA SALITA ASFALTATA E CEMENTATA PIU’ DURA D’ITALIA???????”, che è stato cliccato parecchie decine di volte e quindi, ad oggi, risulta di gran lunga il più visto di questo blog. 

PREDORE 2 – LA SALITA ASFALTATA E CEMENTATA PIU’ DURA D’ITALIA???????

Sono passati molti anni da quando un giorno di una calda estate della fine dello scorso millennio, scoprii per caso la Salita di Predore. Una cosa incredibile mai vista inimmaginabile. Una pendenza insostenibile in bicicletta che si deve superare tenendo costantemente il peso in avanti.
Che spettacolo ragazzi, fuori dall’immaginario collettivo, indescrivibile.
Poi qualche mese dopo, non contento, a metà salita girai a destra verso il Santuario di San Gregorio e lì ecco la sorpresa. Le pendenze aumentavano vertiginosamente su una strada in cemento. Ecco che nacque la salita di Predore 2, molto piu’ lunga e dura della precedente.
Da allora ne ho cercata una piu’ dura vagando invano per Alpi e Appennini ma niente da fare.
Penso che nessuno possa sapere qual è la salita piu’ dura del mondo anche se alcuni scrivono di averla trovata http://viaggi.globopix.net/blogperviaggiatori/tutti-i-post/salita-piu-difficile-del-mondo.
Io sono tra quelli che sostengono tale tesi, perché a mio giudizio la salita piu’ dura d’Italia si trova in Provincia di Bergamo, a Predore, a un passo da casa.

COME TROVARE LE 2 SALITE
Arrivando da Sarnico, girare a sinistra prima della chiesa di Predore e proseguire diritto per qualche centinaia di metri in leggera salita. Arrivati in fondo la strada svolta obbligatoriamente a destra e poco dopo il cartello della segnaletica stradale indicante la pendenza del 30% segna l’inizio dell’inferno.

DATI TECNICI SALITA PREDORE 1
Percorso: seguire sempre la strada asfaltata principale. Quando diventa pianeggiante è finita.
Lunghezza: 900 mt.
Quota di partenza: 220 mt s.l.m.
Quota di arrivo: 434 mt s.l.m.
Dislivello: 214 mt.
Pendenza media: 24,50%
Pendenza massima: 33%
Buoni tempi ottenibili in bici:  9’
Buona media ottenibile in bici: 7 km/h
Rapporto consigliato: 22-30

DATI TECNICI SALITA PREDORE 2
Percorso: seguire sempre la strada asfaltata principale. Dopo circa 500 mt., si stacca sulla destra la strada cementata per il Santuario di San Gregorio. Imboccarla, superare lo stesso e proseguire su pendenze impossibili fino a che la strada finisce.
Lunghezza: 1400 mt.
Quota di partenza: 220 mt s.l.m.
Quota di arrivo: 520 mt s.l.m.
Dislivello: 300 mt.
Pendenza media: 22% circa
Pendenza massima: 36% circa
Buoni tempi ottenibili in bici:  13’30’
Buona media ottenibile in bici: 7 km/h
Rapporto consigliato: 22-30
Note: nonostante, la pendenza media di questa salita sia inferiore della salita di Predore 1, è comunque più dura perché più lunga e perchè la parte finale risulta insostenibile.





08 FEBBRAIO 2004: ULTIMO INCENDIO SUL MONTE ORFANO NEL TERRITORIO DI COMPETENZA DEL COMUNE DI COLOGNE.

Sono passati ormai diversi anni dall’ultimo incendio avvenuto in una triste serata del 08 Febbraio 2004, nel Territorio del Comune di Cologne, sul versante sud della parte ovest del Monte Orfano. Per fortuna il danno alla flora e alla fauna non fu particolarmente rilevante. Di seguito il video di quei momenti. 

UOMINI CHE NON HANNO PAURA DI NULLA: FELICE CALABRIA ESPONENTE NUMERO 1 DEL CAI DI COCCAGLIO.


Ci sono persone che non hanno paura di niente e di nessuno. Persone che per esempio non hanno nessun timore ad andare  in macchina da soli in Russia, senza sapere nemmeno una parola d’inglese e tantomeno di Russo, d’inverno con meno -30° C, su strade ghiacciate, in un periodo ben differente dai tempi moderni di oggi e cioè  a cavallo tra il secondo e terzo millennio, dove le frontiere erano più dure di un pezzo di marmo. Robe dell’altro mondo. Prima o poi almeno una volta nella vita ti accade di incontrarla una persona del genere e così è capitato a me nell’ambiente Montano. Il suo nome è Calabria Felice e insieme al suo inseparabile cane Tom Calabria anche lui logicamente senza paura ha affrontato diverse ascensioni. E’ incredibile notare quante tenacia ci voglia per portare a termine escursioni fisicamente impegnative portandosi dietro un peso non indifferente e logicamente con allenamento quasi nullo. Sforzi insopportabili per quasi tutti tranne che per Calabria Felice che insensibile alla paura sì è portato a casa delle belle soddisfazioni anche in campo montano. Credetemi, non è facile andare in salita con quel peso: i problemi, l’esposizione al pericolo, la fatica e i rischi aumentano sensibilmente. 

Nella pagina denominata "I PERSONAGGI DI VIVENDO SALENDO" le foto e i video che testimoniano quanto sopra descritto. 

QUANTO INCREDIBILE E’ QUESTO MAIALE VIETNAMITA

Di seguito il video di un incredibile maiale vietnamita.

IL VIDEO DEL MAIALE VIETNAMITA

IO, UN TRAMONTO COSI’ BELLO A COCCAGLIO COME QUELLO DELLE ORE 18.40 DEL 12/03/2012 NON L’HO MAI VISTO PRIMA.

Sembrava che si stesse incendiando Coccaglio, che stesse per arrivare la fine del Mondo. Il Fuoco del Tramonto delle Ore 18.40 del 12/03/2012 ha reso per alcuni minuti tutto più magico. Per qualche minuto la Coccaglio infuocata, la Coccaglio incredibile, la Coccaglio inaspettata, la Coccaglio affascinante, la Coccaglio unica la Coccaglio imprevedibile, la Coccaglio irripetibile ha offerto uno spettacolo stupendo. Eccole di seguito le foto che testimoniano quanto sopra affermato.

LE 21 ATTRAZIONI DA VEDERE A PALAZZOLO SULL'OGLIO (BS)

Palazzolo sull’Oglio è una bellissima Cittadina adagiata sul fiume Oglio, che mi ha sempre affascinato. Abitando non lontano dalla stessa più volte ho avuto l’occasione di andarci. Però recentemente ho deciso di visitarla per la prima volta più nel dettaglio. Nei 2 link di seguito si trovano l’elenco delle 21 attrazioni che consiglio di visitare, le fotografie delle stesse e le mappe con l’individuazione delle principale cose da visitare.