SOFFOCATO DA UN OCEANO DI FUMO AD ALTA QUOTA



Ho ancora ben scolpito nella memoria quel giorno di una calda estate di inizio del Terzo Millennio, quando come da consueto, in quel tempo mi ero accasato in un bivacco da 6 posti in metallo ad alta quota, pronto la mattina dopo per scalare una cima. Mi stavo già coricando, nella branda sommerso da una quantità indescrivibile di coperte, visto che l’isolamento del Bivacco non era dei migliori e considerato le basse temperature esterne, quando ben oltre il limite del tramonto entrarono due individui all’apparenza normali ma stremati dalla fatica. Subito dovetti spostare tutta la mia roba sparsa in ogni angolo e cedere giustamente parte delle mie coperte ai nuovi arrivati. Fino a qui niente di strano anche se mi capita ben di raro di trovare qualcuno che dorma in Bivacco in quanto solitamente si fermano tutti, più a valle  nei  ben più comodi Rifugi. Scambiai 2 parole veloci e poi mi ricoricai pronto per riposare quelle poche ore prima della vicina Alba. Poi però la situazione lentamente ma inesorabilmente cambio clamorosamente e loro cominciarono ad incalzarmi con domande a raffica che volte a scoprire più che altro cosa facevo nella vita, se avevo contatti con polizia, forze dell’ordine, ect. Io risposi sempre più scocciato, in quanto dentro di me stavo maturando l’idea che c’era qualcosa che non andava. Poi però le domande si spostarono sull’argomento droghe e cioè se avevo mai fumato erba, Cannabis, ect. Sempre più infiammato risposi di no ma poi eccola la domanda che mi pose, senza troppi giri di parole, il più spavaldo dei due e che mi cambiò la nottata: “Non ti fa niente se fumiamo un po’ di Cannabis”? Io ci pensai 2 secondi  (d'altronde ognuno è libero di fare quello che vuole nella vita) e risposi: “non c’e’ problema”. Non me la son sentita di obbligarli gentilmente a fumare fuori ad una temperatura che si aggirava intorno ai 2°, rischiando di trovarli assiderati la mattina dopo. Ora che avevo dato il mio consenso ero libero di dormire finalmente. Logicamente da buoni compagni di stanza, mi chiesero se volevo favorire, inconsapevoli che chiedermi di fumare Cannabis era un po’ come chiedere ad un Sacerdote di Bestemmiare. Cominciarono pertanto a farlo spinello dopo spinello. Infatti, come da loro confidatomi erano venuti fin lassù, con una fatica impossibile, solo e soltanto per fumare in santa pace in mezzo alla natura (altro che cime), certi come non mai di essere soli. E invece hanno trovato me sul loro destino che avrei potuto rovinargli la festa e invece me l’hanno rovinata loro perché l’aria dei 10 mc disponibili divenne presto irrespirabile. Una nebbia e un odore insopportabile di illegale mi avvolgeva. Incurabili della mia sofferenza continuarono a consumare la loro trasgressiva notte tiro dopo tiro, sempre più allegri. Io sempre più in agonia cercai di respirare per qualche minuto aria pura scaraventandomi all’esterno, involto da un gelo insostenibile.
Rientrato nel Bivacco trasformatosi mio malgrado in una infernale trappola fumosa, mi ricoricai, aspettando minuto dopo minuto che arrivasse l’ancora della mia salvezza: l’Alba.
Finalmente, puntale come ai tempi migliori, essa arrivò a tirarmi fuori dai casini.
Con un mal di testa intollerabile, senza aver chiuso occhio neanche un centesimo di secondo, mi vestii, salutai e velocemente mi lanciai barcollando nel puro freddo e nel silenzio della Montagna.
Il pericoloso stordimento mi accompagnò per i primi minuti di escursione. Poi l’aria pura cominciò a purificare i miei polmoni e passo dopo passo ritrovai la cadenza ideale e le condizioni fisiche necessario per portare a termine positivamente l’escursione.

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