I BU OM, UN ESEMPIO PER TUTTI FRANCESCO MARTANI DI VILLACHIARA (BS)


Ci sono uomini incredibili, buoni, buonissimi, sempre disponibili, sempre calmi e tranquilli, grandi lavoratori, che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera, dediti alla famiglia in maniera superba, che sono sempre pronti ad aiutare il prossimo. Insomma “Bu Om”.
 Anche io ho avuto la fortuna di incontrarne qualcuno durante il mio cammino. Un Esempio per tutti Martani Francesco di Villachiara, presidente della squadra di Mountain Bike “Good bike Villachiara”.


PER ME BEPPE RUGGERI, TITOLARE DEL NEGOZIO RUGGERI BIKE DI COCCAGLIO (BS), E’ SENZA DUBBIO L’IMPERATORE DEL PIZ TRI MT. 2.309.


In Val Camonica ad oggi non conosco Cime superiori a 2.300 mt. che sono scalabili  interamente in Mountain bike, a parte il Piz Tri che con i suoi 2.309 mt. svetta elegante, vicino a Edolo e Malonno, non lontano dalla Val di Scalve.
Sicuramente per salire senza mettere il piede a terra bisogna avere un allenamento e una tecnica non da meno e certamente molti Camuni che abitano poco distante da essa posseggono le qualità succitate.
Ben più difficile trovare un Franciacortino come Beppe Ruggeri di Coccaglio (Bs), che dista circa 70 km in linea d’aria dalla stessa e che l’ha scalata decine di volte, senza mai mettere piede a terra.
Un’eleganza e tecnica non da poco che lo rende necessariamente l’Imperatore Indiscusso del Piz Tri mt. 2.309.
Anche io un giorno ho avuto la fortuna di incrociarlo per caso mentre con la sua azione pulita e sicura affrontava per l’ennesima volta la Vetta più amata da Sci Alpinisti e bikers.
 Di seguito pertanto riporto le fotografie di Beppe Ruggeri, il video e le immagini di quel giorno, la mappa con la traccia in blu e la relazione dell’ascesa al Piz Trim t. 2.309.









DESCRIZIONE DELL’ASCESA AL PIZ TRI MT. 2.309


ALTITUDINE MASSIMA: mt.. 2.309

UBICAZIONE:  Val Camonica.

DISLIVELLO: mt. 1.200.

TEMPO DI SOLA ASCESA:  3 ore.

DIFFICOLTA’: E.

PUNTO DI PARTENZA: Località Fletta mt. 1.150 nel Comune di Malonno – raggiungibile in 1 h e 45’ 2  (95 km circa) da Brescia. Pervenire a Malonno in Valle Camonica, con l’ausilio della SS n. 42 e successivamente alla Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice mt. 574. In seguito tenere la strada principale seguendo le indicazioni per Loritto e Fletta.
Dopo 4 km scarsi si giunge all’incrocio per Loritto, dove si deve proseguire diritto (indicazioni Landò, Lezza, località Vent). Dopo 2 km dallo stesso la strada diventa sterrata, ma sempre agevole
Continuare fino a raggiungere, dopo 8 km dalla Chiesa di Malonno sopra descritta, la Località di Lezza mt.1.139 e poco dopo la Località Fletta mt. 1.150 dove si lascia la macchina, nei pressi del bivio con la mulattiera che sale a sinistra nel bosco (segnavia CAI, m. 1150).

PICCOLA DESCRIZIONE SOGGETTIVA DEL PERCORSO,  CON INDICAZIONE DELLA DIFFICOLTA', DEI TEMPI DI PERCORRENZA CAI, DEL DISLIVELLO:  

Bella cima molto frequentata tutto l'anno per la sua facilità anche dagli sci alpinisti  e dai biker.
Da Fletta mt. 1.150 salire lungo la mulattiera militare che con pendenza costante conduce dopo 4 km alla località Vent mt. 1.705 dove il panorama comincia ad aprirsi notevolmente.
Superare le case costeggiando una fontana e in seguito affrontare il breve tratto in pianura.
Dopo alcuni tratti con buona pendenza alternati ad altri più dolci si arriva dopo ulteriori 2 km scarsi nei pressi della malga Campello di Landò mt 1.836.
Poco prima della stessa però prendere il sentiero che sale a destra.
Da questo punto in poi l’ascesa diventa più dura tra erba e sassi in campo aperto.
Dopo 1,5 km si incrocia il sentiero n° 9 proveniente da Edolo.
Lo si imbocca a sinistra seguendo le indicazioni del per il Piz Tri. Si procede poi ancora per 2 km scarsi dove stavolta si interseca il sentiero n° 7 (sentiero 4 Luglio). La vetta del Piz Tri 2.309 è ormai a un tiro di fucile e si vede nettamente la croce di metallo ubicata sulla sommità.
Si giunge così sotto i pendii finali che si risalgono a zig zag in direzione nord - ovest.
Infine si ascende l’ultimo ripido tratto fino alle roccette finali (che conducono alla croce di vetta), seguendo le indicazioni del sentiero 95, (sono passati 9 km abbondanti dalla partenza dell’escursione).
Dalla vetta il panorama è eccezionale  e spazia a 360° sulle seguenti Cime: Monte Aviolo, il Baitone, il Monte Re di Castello, il Tredenus, il Pizzo Badile, la Concarena e le cime della Valtellina e del Bernina.
Discesa per lo stesso itinerario a ritroso.

ANCHE SE SONO PASSATI TANTISSIMI ANNI, ANCORA OGGI MI CHIEDO PERCHE' RICCARDO DALL'ARA QUEL GIORNO FOSSE L'UNICO SU 22 SCALATORI IN GRADO DI RAGGIUNGERE LA SOMMITA’ DELLA PUNTA DUFOUR MT 4.636, LA TERZA VETTA PIU' ALTA DELL'EUROPA OCCIDENTALE.



Non potrò mai dimenticare quel memorabile giorno del Luglio 2005 in cui grazie una fortuna sfacciata raggiunsi la Vetta della Punta Dufour mt. 4.636.
Infatti quel giorno finii quasi per caso nella Gita del Cai di Brescia, con un gruppo di 22 esperti scalatori tranne me. Poi la fortuna volle che la mia cordata, che no sarebbe mai arrivata in vetta, si sciolse in quanto aveva dimenticato la corda a casa.
Allora io finii miracolosamente nella cordata guidata dal Capo Spedizione Riccardo Dall'Ara  e un'altro tipo che però presto saltò pelaria e si fermò sul ghiacciaio.
Finii anche in un crepaccio poco profondo ma ne uscii pulito come l’oro.
Rimanemmo solo noi due.
Io, stravolto più che mai,  stavo male di bestia ma rimanevo incollato miracolosamente al Dall’ara che la montagna impossibile se la mangiava e dopo 8 ore di scalata, raggiungemmo la Punta Dufour mt. 4.636, la 3° cima più alta dell'Europa Occidentale.
Per lui una vetta come tante per la più alta della mia vita.
Per me quel giorno lui è stato l'unica possibilità di successo visto che tutti gli altri 20 espertissimi dovettero arrendersi alla terribile cresta ovest della Dufour. Ancora tremo quando penso a lei, lunga 2 ore tra andata e ritorno con precipiti incredibili, severa, terribile, maestosa, impetuosa, cattiva.
Quindi non sono io che l'ho scalata quella, ma fondamentalmente me l'ha regalata il destino nella persona di Riccardo Dall'Ara.
Di seguito riporto le foto di Riccardo Dall'Ara, la mappa con la traccia in blu, il video, le fotografie e la relazione dell’incredibile  ascesa sulla Punta Dufour mt. 4.636.





IL VIDEO DELLA DUFOUR

FOTO DI PUNTA DUFOUR MT 4636




RELAZIONE DELLA VETTA DELLA PUNTA DUFOUR MT 4.636, LA TERZA VETTA PIU' ALTA DELL'EUROPA OCCIDENTALE.

UBICAZIONE: Gruppo del Monte Rosa.

PUNTO DI PARTENZA: Zermat mt. 1.616 in Svizzera - raggiungibile in 5 ore di macchina circa da Brescia.

TEMPO TOTALE IMPIEGATO TRA ANDATA E RITORNO: 20 ore circa in totale distribuite in 2 giorni.

DIFFICOLTÀ: pd+/ad-.

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 2.400 mt.

PICCOLA DESCRIZIONE SOGGETTIVA DEL PERCORSO,  CON INDICAZIONE DELLA DIFFICOLTA', DEI TEMPI DI PERCORRENZA CAI, DEL DISLIVELLO:

Montagna maestosa, severa, rocciosa, non molto frequentata per la sua difficoltà. E' la cima più alta del gruppo del Monte Rosa e la 3° cima più alta dell'Europa Occidentale.
E' interamente in territorio Svizzero.
La si raggiunge anche dal versante Italiano (passando per la Punta Zumstain), con percorso molto più breve se si dorme in Capanna Margherita, ma tecnicamente più difficile rispetto a quello Svizzero che ora vado a descrivere.
Da Zermat mt. 1.616 prendere il trenino che porta in breve alla stazione di Rotenbonden mt. 2819.
Da lì proseguire a piedi in discesa fino al tormentatissimo ghiacciaio del Gorner, perdendo circa 300 nt. Di quota.
Attraversarlo prestando attenzione ai crepacci che aumentano proporzionalmente al passare della Stagione estiva e poi risalire per la morena in direzione sud-est seguendo l'evidente sentiero fino a raggiungere il Rifugio Monte Rosa mt. 2795.
Il mattino seguente prima dell’alba, proseguire in direzione sud – est per traccia di sentiero in mezzo alla morena fino a giungere al Ghiacciaio del monte rosa.
Inforcare i ramponi e percorrerlo in direzione sud-est facendo attenzione ai crepacci.
Inizialmente la salita e' abbastanza dolce e regolare ma poi diventa aspra superando i 40° di pendenza.
Si perviene così alla sella ubicata a occidente rispetto cresta ovest finale della Dufour.
La stessa inizialmente è ripida con pendii nevosi con pendenze superori a 40°.
Poi diventa rocciosa mista neve e affilatissima ricca di passaggi aerei di primo e secondo grado.
Poi ridiviene ancora nevosa per poi ritornare rocciosa con passaggi ancora di primo e secondo, sempre espostissima comunque.
 Per chiudere bisogna affrontare un delicatissimo passaggio di terzo grado, molto esposto che conduce a pochi metri dalla sommità dove c’è la nascosta croce in ferro.
Bellissimo il panorama su tutto il Gruppo del Monte Rosa, partendo dalla vicinissima Capanna Margherita, il Rifugio più alto d’Europa.
La cresta e' comunque lunga circa un'ora e sempre esposta e affilatissima in ambiente severo. Il passaggio di 3° grado al ritorno si supera con una doppia.

CORTI ALESSANDRO 2 LA VENDETTA



Colpo di scena al Cibali…. Non dimenticherò mai quel memorabile momento delle ore 11.02 di Mercoledì 02/01/2013, in cui è comparso improvvisamente davanti i miei occhi Corti Alessandro, incazzato più che mai come i vecchi tempi, pronto a lottare come un Leone.
Aspettavo questo istante da mesi e forse dentro di me mai avevo perso la speranza anche se molti  davano questo rientro per impossibile.
Ora che ciò è accaduto posso guardare con più ottimismo al futuro del Paese conscio di poter usufruire di un suolo pulito più che mai dove la gente possa amare, correre e giocare.


BILANCIO DI UN ANNO DI BLOG AL 03/01/2013.

Ad un anno esatto dall’apertura del mio blog è tempo di bilanci:

15.000 clic ottenuti;

20 pagine realizzate (il massimo possibile);

210 articoli scritti (una media 1 post abbondante ogni 2 giorni, così come mi ero prefissato all’inizio);

visitatori da 51 Nazioni diverse;

67.000 foto pubblicate;

13 ore di filmati pubblicati;

Commento finale: diciamo che per l’impegno profuso in questo anno il risultato è sufficiente.

Aspettative: spero in un futuro migliore.